Il conto termico è un insieme di incentivi e agevolazioni redatti con un Decreto ministeriale chiamato DM 28/12/12 e istituito per promuovere l’efficienza energetica edilizia (prevalentemente ristrutturazioni per edifici già esistenti) e la produzione di energia da fonti rinnovabili. E’ in pratica un meccanismo di sostegno per chi decide di investire per ridurre i consumi e salvaguardare l’ambiente.

L’ente chiamato a decidere quali siano o meno i progetti destinati a ricevere un indennizzo è il GSE, cioè il Gestore dei Servizi Energetici, una società per azioni interamente posseduta dal Ministero dell’Economia e della Finanza. Esso stipula i regolamenti relativi al conto termico di anno in anno.

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CONTO TERMICO 2016

Come stabilito dalle regole, le pubbliche amministrazioni (PA), cioè il complesso di enti, uffici e risorse umane attraverso il quale lo stato amministra il paese, possono richiedere l’emissione degli incentivi per tutte le tipologie di intervento inserite all’interno del regolamento.

I soggetti privati, che si tratti di un’azienda o di un libero cittadino, possono accedere agli incentivi solo per gli interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica.

Da quest’anno però, il CONTO TERMICO 2016 sostituisce il DM del 28 dicembre 2012 sulla base della legge di stabilità e comporta una serie di novità interessanti riguardanti gli incentivi:

Ad esempio le tipologie di intervento agevolabili riguarderanno:

  • Installazione di sistemi per gestione e controllo degli impianti termici ed elettrici
  • Sostituzione degli impianti di illuminazione con sistemi più efficienti
  • La trasformazione degli edifici in NZEB (Nearly Zero Energy Buildings)

Che tipo di semplificazioni sono uscite in questo 2016?

Sono state introdotte delle semplificazioni per la procedura di richiesta delle agevolazioni. Per quanto riguarda i pannelli solari, il gestore dei servizi energetici sarà obbligato a formulare un elenco di prodotti atti a soluzione tecnologiche per potenze fino a 35 kilowatt e per ingombro di 50 metri quadrati, in modo che gli incentivi siano riconosciuti automaticamente a chi decide di acquistare tali prodotti.

Inoltre prevede percentuali di incentivo maggiori rispetto a quelle presenti nel conto termico del 2015: sono stati confermati gli incentivi fino al 40% sugli interventi di isolamento termico delle superfici opache, sulla sostituzione delle chiusure trasparenti comprese di telaio e delle schermature/ombreggiature delle finestre, sulla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (ad esempio con caldaie a condensazione o pompe di calore), sulla sostituzione di scaldacqua, nonché sull’installazione di collettori solari.

conto termico 2016

Questi stessi interventi prevedono una detrazione pari al 65% nel caso differente di spese sostenute per lavori di trasformazione dell’edificio in uno NZEB, cioè a energia quasi zero.

Un’ulteriore novità riguarda la diagnosi energetica per gli edifici, la cosiddetta APE (Attestato di Prestazione Energetica) che serve a constatare l’utilizzo corretto dell’energia elettrica e termica all’interno di una struttura, in modo da limitarne al minimo gli sprechi attraverso successivi interventi di miglioramento. Il costo dell’APE verrà rimborsato per intero alle pubbliche amministrazioni, mentre ad imprese e privati costerà solo la metà di quanto scritto sul preventivo, grazie a un rimborso del 50%.

I fondi totali concessi per il nuovo CONTO TERMICO 2016 sono pari a un totale di 900 milioni di euro. 700 milioni sono destinati alle pubbliche amministrazioni, mentre i restanti 200 sono da dividere equamente tra imprese e privati e verranno distribuiti tra i 2 e i 5 anni dalla fine dei lavori.

 Quali spese sono ammissibili?

Andiamo ora a vedere qual è l’elenco delle spese sugli interventi ammissibili direttamente dal documento ufficiale:

Interventi di incremento dell’efficienza energetica per cui:

  • isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato;
  • sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi, delimitanti il volume climatizzato;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale utilizzanti generatori di calore a condensazione;
  • installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti.

Solo le pubbliche amministrazioni possono accedere agli incentivi relativi a questi interventi e spetta loro un contributo pari al 40% della spesa sostenuta.

Interventi limitati per impianti per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili:

  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa;
  • installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling (anche in edifici nuovi);
  • sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore.

Possono presentare domanda per questo tipo di interventi sia le pubbliche amministrazioni sia le imprese e i privati. Dove non specificato, le sostituzioni possono essere effettuate solo su edifici già esistenti.

Per poter fare domanda e quindi accedere agli incentivi erogati dal GSE, bisogna innanzitutto verificare di essere in possesso dei requisiti tecnici richiesti dal regolamento e poi compilare la scheda-domanda presente sul sito del GSE sotto la voce “modulistica”.

Fabio

Author Fabio

Studente di Ingegneria Energetica presso il Politecnico di Torino. Appassionato di tematiche ambientali, coglie sempre l'occasione per scambiare concetti e idee.

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