Il giorno 8 novembre 2016 i cittadini statunitensi che ne hanno diritto, verranno chiamati alle urne per votare il nuovo presidente degli Stati Uniti, dopo 8 anni di legislazione Obama. La persona che verrà eletta, diventerà obbligatoriamente uno dei capi politici più influenti al mondo. Sebbene qui in Italia si senta parlare molto delle politiche di integrazione e della lotta al terrorismo, non ci sono pervenute informazioni relative al programma ambientale ed energetico dei candidati, nonostante siano due temi estremamente importanti e sui quali il nuovo presidente degli USA potrà intervenire.

Andiamo quindi ora a vedere i vari candidati (solamente coloro in corsa per una vittoria finale) e ciò che sappiamo della parte green della loro politica:

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CANDIDATI DEMOCRATICI 

Hillary Clinton: dopo aver conquistato 7 degli 11 stati più potenti a livello elettivo, la moglie dell’ex presidente Bill Clinton è molto vicina a ricevere la nomination per la candidatura democratica. Praticamente tutti i riferimenti da me citati sono relativi alla campagna politica del 2008, mentre per quella del 2016 non sembra che l’ex first lady si sia sforzata molto di apparire simpatica agli ambientalisti.

  • Favorevole allo stanziamento di 5 miliardi di dollari per l’attuazione di un provvedimento per implementare i “green-collar job”, cioè ad esempio quei lavoretti di supporto per l’installazione di pannelli solari o di isolamento nelle abitazioni, per introdurre uno stimolo economico attento alle problematiche ambientali.
  • Ha votato contro la “Yucca Mountain”, cioè il progetto di riempire con scorie radioattive questa montagna in Nevada, perché non era supportato dagli organi della scienza.
  • A favore di un piano globale per l’energia che non si basi sul nucleare, con un deciso stop alla nuova costruzione di impianti di produzione elettrica a carbone fino a che non esisteranno tecnologie efficienti per la cattura e lo smaltimento della CO2.
  • Sostenitrice di un piano di regolamentazione per un’aria più pulita, attraverso lo studio della correlazione tra l’aria inquinata e alcune patologie come l’asma o il cancro al seno. Appoggia e finanzia la EPA – Environmental Protection Agency.

Bernie Sanders: è l’unico che sembra poter togliere lo scettro alla Clinton; il governatore del libero Vermont ha scaldato i cuori dell’elettorato più giovane e radicale grazie ai suoi comizi onesti e coraggiosi. Ha un programma anti-banche tutto virato verso la sinistra politica. Si definisce un socialista.

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  • afferma che esiste una correlazione tra i cambiamenti climatici e il terrorismo: siccità e inondazioni portano a guerre tra i popoli, in lotta per le risorse naturali che diventano limitate; per sfuggire alla devastazione, la gente migra e si trova in difficoltà davanti a una realtà nuova e di difficile integrazione; tutto ciò porta a una instabilità, della quale approfittano milizie come Isis e Al-Qaeda che cercano sostenitori negli ambienti in difficoltà, promettendo tempi futuri di ricchezza e gioia.
  • vuole assicurare un trattamento umano per gli animali destinati alla produzione di cibo e non solo.
  • è in prima persona per la protezione di alcuni importanti bacini idrici e delle “wildlife areas”. Spera di implementare l’uso delle acque piovane anche a scopi non agricoli e il corretto smaltimento delle acque reflue. E’ contro l’inquinamento derivante da centrali a carbone e conosce bene i rischi delle trivellazioni sul territorio.
  • è favorevole ai prodotti OGM, ma solamente se accompagnati da etichette che informano il consumatore sulle modalità di produzione.

Probabilmente il giusto candidato che potrebbe dare una mano a risolvere parecchi problemi ambientali anche a livello globale.

CANDIDATI REPUBBLICANI

Donald Trump: il multimiliardario imprenditore, razzista e misogino, emblema di tutti i cattivi pregiudizi che si hanno sugli statunitensi, rischia seriamente di ricevere la nomination dai conservatori. Ha parlato poco di ambiente e quando l’ha fatto è incappato in dichiarazioni sconvolgenti.

  • secondo lui il sostegno che viene dato alle energie rinnovabili è  solo un modo per i “tree-huggers” (letteralmente coloro che abbracciano gli alberi) per sentirsi meglio e in pace con se stessi.
  • vuole tagliare i fondi all’agenzia di protezione dell’ambiente, perché, secondo lui, “è una disgrazia, ogni settimana ci sono nuove regolamentazioni, non si può stoppare il business per l’ambiente”.
  • ha affermato che non andrà più al circo dopo che i Ringling Brothers hanno eliminato dai loro spettacoli gli elefanti; secondo Trump è stata solo una mossa per diminuire il budget.

elezioni presidenziali usa 2016

Marco Rubio: doveva essere l’Obama repubblicano, un giovane venuto da Cuba per risollevare le sorti degli Stati Uniti, ma per colpa di una campagna elettorale sconclusionata, le sue probabilità di vittoria sono ridotte al lumicino

  • a un candidato democratico che aveva votato a favore di tre emendamenti per limitare i gas-serra, la vendita di auto private in Florida e perché le utilities generassero almeno il 20% della loro elettricità da fonti rinnovabili, Rubio disse: “non mi interessa il tuo focalizzarti sulla protezione dell’ambiente, ma non mi piace come lo stai facendo. Bisogna essere disposti ad accettare l’approccio del libero mercato, non come fanno in Europa, accettando le decisioni dei grandi governi”. Il che vuol dire non fare niente per contrastare delle decisioni sprovvedute a livello ambientale.
Fabio

Author Fabio

Studente di Ingegneria Energetica presso il Politecnico di Torino. Appassionato di tematiche ambientali, coglie sempre l'occasione per scambiare concetti e idee.

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