Il termine audit energetico può, soprattutto alle orecchie dei più inesperti, apparire quanto mai strano. Molti infatti si potranno chiedere che cosa esso sia.

Un audit energetico non è nulla di diverso da una diagnosi energetica, cioè, per provare a spiegare in altri termini, è una valutazione sistematica, documentata e periodica dell’efficienza dell’organizzazione del sistema di gestione del risparmio energetico.

A che cosa serve l’audit energetico?

audit energetico

Il Decreto Legislativo 4 luglio 2014 n. 102 di attuazione della Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, entrato in vigore il 19 luglio, è stato il responsabile dell’introduzione dell’obbligo per le grandi imprese e le imprese a forte consumo di energia di effettuare un audit energetico entro il 5 dicembre 2015 e successivamente ogni 4 anni.

Questa tipologia di diagnosi è effettuata per stabilire dei parametri che siano esatti e quindi, come conseguenza, poter riuscire a fare delle misurazioni. Il principale obiettivo che questa si pone è quello di capire in che modo possa essere utilizzata l’energia all’interno delle grandi aziende o delle aziende energivore.

Le imprese “a forte consumo di energia elettrica”, altrimenti dette “energivore” sono quelle iscritte nell’elenco annuale tenuto dalla Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico (CCSE) e che beneficiano di agevolazioni sugli oneri di sistema.

Potendo fare questo audit energetico, si riesce ad identificare con maggiore chiarezza quali sono le cause che sussistono dietro l’esistenza di alcuni sprechi e, così facendo, si potrebbe arrivare a suggerire direttamente all’utente quali interventi si possono adottare.

Questo è quindi, nel suo complesso, un attento piano energetico che permette di valutare non solo la fattibilità tecnica, ma anche e soprattutto quella economica delle azioni proposte. Appare opportuno evidenziare come all’interno delle aziende, quindi di luoghi di per sé molto energivori, i risparmi energetici che possono potenzialmente essere messi in atto sono numerosi.

Se questi vengono ben sfruttati, potrebbero consentire di realizzare un risparmio netto di circa 20% nel settore terziario e del circa 5% in quello più industriale. Pertanto NON è da sottovalutare nel bilancio complessivo.

Quali sono gli obiettivi dell’audit energetico?

I suoi principali obiettivi sono quelli di:

  • definire il bilancio energetico dell’edificio;
  • individuare gli interventi di riqualificazione tecnologica;
  • valutare per ciascun intervento le opportunità tecniche ed economiche;
  • migliorare le condizioni di comfort e di sicurezza;
  • ridurre le spese di gestione.

Le caratteristiche da valutare sono quelle più classiche, come, per esempio, l’isolamento termico dell’edificio, il suo orientamento rispetto al sole (se è a nord o a sud), le superfici vetrate e così via.

Particolare attenzione è posta direttamente all’efficienza energetica degli impianti e al loro funzionamento. Una diretta conseguenza della riduzione dei consumi è anche la riduzione delle emissioni dei gas effetto serra.

Pertanto, analisi di questo tipo permettono anche una salvaguardia a livello ambientale oltre che al semplice aspetto economico, che è di per sé la parte più rilevante per un’azienda.

Quali sono i principali interventi che è possibile realizzare?

Negli edifici civili come possono essere le case o le università, ma anche, nello stesso modo nelle piccole e grandi aziende, ci sono alcune azioni che permettono di ottenere un risparmio quasi nell’immediato.

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Seppure spesso queste siano dispendiose, bisogna anche tenere in conto del fattore di ammortamento, ovvero la spesa per la coibentazione ottimale dell’edificio preso in analisi è ripartita su una serie di anni.

È vero che tutto ciò riduce l’utile di un’azienda, ma permette anche un notevole sgravo fiscale e, cosa da non sottovalutare affatto, un risparmio sulla bolletta stessa dovuto al semplice fatto che efficentare di più permette di ridurre gli sprechi e quindi, come diretta conseguenza, di ridurre il fabbisogno utile.

Pertanto, grazie ad un audit energetico si può ricorrere:

  • ad una modifica degli esistenti contratti di fornitura dell’energia
  • ad ottenere una migliore gestione degli impianti
  • ad avere una modulazione dei carichi termici
  • a modifiche alle strutture disperdenti esistenti
  • a modifiche agli impianti esistenti
  • a costruire nuovi impianti
  • a riuscire a pianificare interventi di manutenzione

In particolar modo, riuscire a cambiare semplici cose tipo le lampadine, sostituendo le vecchie lampadine ad incandescenza con dei nuovi e migliori LED; mettere dei doppi vetri; cambiare la caldaia e installare delle termo valvole, ha lo scopo di non stravolgere o interrompere le attività in corso ( arreca senza dubbio dei fastidi e può provocare rallentamenti), ma, nello stesso tempo, porta ad una maggiore efficienza dell’edificio.

Chi può eseguire l’audit energetico?

I soggetti qualificati, anche se non certificati (almeno fino a luglio 2016), possono eseguire l’audit: si tratta di ESCO (Energy Service Company), Esperti in Gestione dell’Energia (EGE), auditor energetici.

Ormai si dà sempre più rilievo all’energia, anche se spesso questo è mirato ad un mero risparmio economico. Tuttavia, è già importante iniziare a compiere i primi passi verso una maggiore consapevolezza.

A proposito di Giorgia

Di Torino, studio Ingegneria Energetica al Politecnico. Ansiosa e frenetica, amo scrivere e amo cercare nuove idee e soluzioni per provare ad amalgamare al meglio la nostra società con la natura che ci circonda.