Quando si parla di energia da fonti rinnovabili, è fondamentale chiamare in causa le normative CEI, che disciplinano diversi ambiti del settore. Vediamo nello specifico come si applicano, e quali sono le novità in merito, concentrandoci sulle Nuove Regole GSE 2017, approvate lo scorso giugno.

Cos’è il GSE?

Prima di entrare nel vivo delle nuove regole GSE 2017, vediamo di cosa parliamo quando chiamiamo in causa questa sigla. Il GSE altro non è che l’acronimo di Gestore dei Servizi Energetici. Si tratta di preciso dell’ex società Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale S.p.a. Attualmente è una società per azioni posseduta interamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal dicastero dello sviluppo Economico.

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Quest’ultimo organo ha il compito di definire l’indirizzo strategico. Qual è l’obiettivo primario della società? Quando si parla di GSE, si prende in considerazione una realtà che si propone di promuovere il ricorso a fonti rinnovabili in Italia sai erogando incentivi, sia promuovendo campagne informative finalizzate a un consumo responsabile dell’energia.

GSE 2017

Nuove regole GSE 2017: quando sono state pubblicate? Cosa dicono?

Le nuove regole GSE 2017, aggiornate le norme CEI 0-16 e 0-21, sono state pubblicate sul sito ufficiale della società lo scorso giugno. La loro introduzione è stata salutata da molti come un passo in avanti molto importante. Per quale motivo? Per il semplice fatto che rappresentano una novità nell’ambito della promozione e dell’integrazione della generazione distribuita.

Cosa significa questo termine? Quando lo si utilizza in ingegneria, si inquadra la produzione di energia elettrica in unità molto piccole, generalmente di autoproduzione, tutte agganciate alla rete elettrica principale. I vantaggi della generazione distribuita sono diversi.

In primo luogo bisogna considerare gli investimenti minori, molto diversi rispetto a quelli della produzione centralizzata. In seconda istanza, invece, è da citare la scalabilità dell’economia. Con la generazione distribuita, il mercato è aperto a molti più produttori.

Ritorniamo alle regole GSE 2017 e vediamo cosa si propongono di garantire.

  • L’allineamento ai principi guida delle procedure GSE per quanto riguarda la manutenzione degli impianti fotovoltaici in corso di utilizzo e in esercizio.
  • La semplificazione del lavoro degli installatori. Con le nuove regole, gli operatori che lavorano sui sistemi di accumulo non sono più obbligati a rilasciare una comunicazione d’inizio dell’installazione. Grazie alle nuove regole GSE, inoltre, è stata introdotta una notevole semplificazione per quanto riguarda la comunicazione della fine dei lavori di installazione.
  • Introduzione di specificazioni che agevolano la gestione di particolari configurazioni professionali.
  • Aggiornamento dei principali modelli e allegati.

Dove si possono visionare le regole?

A questo punto sorge spontanea la domanda su dove si possano visionare le regole. Il principale punto di riferimento in merito è il sito del GSE, ossia il portale gse.it. Caratterizzato dalla presenza di informazioni molto dettagliate in merito alle attività del gruppo e alla mission, contiene chiaramente anche dei riferimenti alle regole che gli operatori devono seguire per essere conformi alle normative CEI.

In una pagina dedicata del sito, si parla sia delle regole, sia dei sistemi di accumulo. Cosa sono? Quando si utilizza questo termine, si inquadra una serie di apparecchiature e di sistemi che hanno come obiettivo quello di rilasciare e assorbire energia elettrica. Le regole prevedono che il sistema di accumulo funzioni sempre in parallelo con la rete elettrica.

gse nuove norme 2017

I sistemi di accumulo vengono installati su impianti che hanno beneficiato o hanno i requisiti per beneficiare di incentivi e regimi commerciali speciali. In questo caso, in primo piano troviamo i prezzi minimi e il ritiro dedicavo.

Il quadro delle regole parla anche di specifiche condizioni per concretizzare l’installazione di sistemi di accumulo su impianti gestiti dal GSE. Ecco cosa è necessario prendere in considerazione se si ha intenzione di mantenere gli incentivi:

  • Rispetto delle disposizioni relative all’erogazione del servizio secondo quanto previsto dalle norme CEI vigenti.
  • Rispetto dei requisiti tecnici e delle norme di funzionamento secondo quanto previsto dalle norme CEI 0-21 e CEI 0-16, ora in vigore. L’adesione ai requisiti, deve essere certificata attraverso una specifica dichiarazionedi conformità.
  • Corretta installazione e attivazione delle apparecchiature di misura e della loro lettura.

Per quanto riguarda gli incentivi in caso di installazione di un sistema di accumulo, il tutto è subordinato a istruttoria GSE. Il processo parte una volta che è avvenuta la comunicazione di installazione del sistema di accumulo. Da ricordare, inoltre, è il contributo d’istruttoria valido dal 2015.

A corrisponderlo al GSE devono essere i soggetti che decidono di effettuare modifiche in esercizio e richieste a progetto di modifica degli impianti di accumulo che accedono agli incentivi.

A quanto ammonta il contributo? La risposta può variare in base a diversi fattori. In primo piano troviamo l’entivà della potenza soggetta a modifica. Dopo aver comunicato l’esito dell’istruttoria, il GSE invia all’operatore la fattura con i riferimenti relativi al contributo d’istruttoria.

L’operatore ovviamente deve pagarlo. Può procedere solamente tramite bonifico bancario entro la scadenza riportata in fattura.

Nel bonifico vanno specificate causale e numero fattura.

A proposito di Beatrice Verga