L’energia Geotermica in Cile ha subìto una rapida impennata da quando il governo ha promosso lo sfruttamento dell’energia termica del sottosuolo.

A partire dal 2000 è scattata la corsa alla produzione di energia pulita e illimitata, in grado di soddisfare la richiesta di mercato.

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Attualmente la richiesta di energia elettrica è soddisfatta al 45% da impianti di energia rinnovabile. L’ambizioso progetto è quello di arrivare ad essere alimentati per il 90% da energia green entro il 2050.

Vulcani, la risorsa per l’energia geotermica in Cile

Il Cile è uno dei paesi a più alta concentrazione vulcanica al mondo, con più di 37 vulcani sparsi sul suo territorio. Questa fonte di calore perenne derivata dai canali magmatici ramificati nel sottosuolo, garantisce al Cile una potenza geotermica imparagonabile.

Attualmente la principale risorsa rinnovabile Cilena è rappresentata dagli impianti idroelettrici, ma presto si avrà un cambiamento di rotta in favore di un’energia geotermica.

Con Cerro Pabellòn arriva l’energia geotermica in Cile

Il progetto più imponente fino ad ora realizzato è il “Cerro Pabellòn”.

Questo mastodontico impianto geotermico è in grado di generare 50 MegaWatt di potenza, sufficienti a fornire elettricità a circa 170.000 famiglie. Situato ad oltre 4.500 metri di altezza è un ambizioso progetto realizzato da Enel ed Enap, nonché il primo impianto di queste dimensioni in Sud America.

Questo impianto geotermico è stato localizzato nel deserto di Atacama, sulla cima delle Ande e in corrispondenza del Vulcano San Pedro de Atacama. Il dato straordinario è che, una volta a pieno regime, l’energia geotermica in Cile consentirà di risparmiare circa 170.000 tonnellate di Co2 ogni anno.

Fino ad oggi il territorio di Atacama era stato sfruttato esclusivamente con impianti eolici, ma dopo questo mastodontico investimento da oltre 329 milioni di dollari, siamo sicuri che anche altre piccole attività locali vorranno prendere esempio.

Cerro Pabellon, energia geotermica in cile

Energia geotermica in Cile e nel resto del mondo

L’energia geotermica è una delle risorse rinnovabili meno utilizzate al mondo.

Forse a causa della disponibilità del territorio o la difficoltà di installazione degli impianti, gli Stati preferiscono ripiegare sull’energia solare, eolica o idroelettrica.

Il paese con il più alto tasso di produzione di energia Geotermica è l’islanda; grazie all’elevata produzione di gas nel sottosuolo è infatti in grado di alimentare oltre l’85% delle abitazioni con impianti geotermici sparsi su tutto il territorio.

Purtroppo nel resto del mondo l’energia geotermica rimane rilegata nel fanalino di coda, sorpassata da da impianti rinnovabili solari o eolici.

E in Italia c’è spazio per l’energia geotermica?

L’Italia è una candidata ideale per la costruzione di impianti geotermici, perché è il primo paese in Europa per numero di vulcani attivi.

Tre sono i più conosciuti, ovvero l’Etna, il Vesuvio e lo Stromboli, ma anche un altro vulcano situato nel mare di Napoli potrebbe essere adeguatamente sfruttato.

La caratteristica principale di questi vulcani è che possiedono un sistema geotermico associato, ovvero producono nel sottosuolo sia gas che acqua calda: un dettaglio davvero importante per lo sfruttamento dell’energia geotermica.

Il principale fattore che scoraggia la costruzione di impianti geotermici in Italia è l’elevata attività sismica del nostro territorio, fra le più alte nel mondo.

Questo dettaglio rallenta la costruzione di nuovi impianti alimentati a calore vulcanio, perché sarebbe necessaria un’opera di immissione d’acqua nelle falde, operazione che potrebbe causare lievi terremoti.

Le simulazioni hanno ipotizzato un’intensità di magnitudo massima di 2.0 gradi, nemmeno percepibile dall’uomo.

Trattandosi però di impianti a contatto con vulcani attivi, gli scienziati stanno procedendo con cautela.

Impianto geotermico in Cile

Silvia Marcellini

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