La tecnologia è parte integrante di tutti gli edifici pubblici e privati e ci sono svariate applicazioni tecnologiche anche all’interno delle nostre case. Tra queste ricordiamo l’impianto termico, quello idraulico, gli impianti anti-intrusione e soprattutto l’impianto elettrico, comprendente la parte illuminotecnica, e ad esempio gli impianti per telefono e televisione.

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L’impianto elettrico è perciò una componente fondamentale di un edificio (sia ad uso civile che no) ed è pertanto fondamentale conoscerne, perlomeno a grandi linee, gli aspetti principali. La funzione principale di un impianto elettrico consiste chiaramente nel soddisfare nel miglior modo possibile determinate esigenze degli utenti che risiedono nell’abitazione, come illuminazione, igiene, condizionamento dell’aria, ecc.

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Le utenze elettriche prevedibili in un appartamento di medie dimensioni (e le loro potenze nominali) sono così suddivise:

  • Fornelli elettrici dotati di forno integrato (1,5 KW)
  • Lavastoviglie (2,5 KW)
  • Frigorifero (0,3 KW)
  • Lavatrice (2,2 KW)
  • Boiler o caldaia (0,5 KW)
  • Ausiliari come lampadine a risparmio energetico (2 KW) e televisioni (0,5 KW)

La potenza totale installata è di circa 9 kW. Tenendo però presente che le utenze non funzionano tutte allo stesso tempo la potenza contrattuale impegnata può essere calcolata in 3 kW.

Che norme e requisiti deve rispettare un impianto elettrico?

Innanzitutto un impianto elettrico deve soddisfare alcuni requisiti fondamentali per essere considerato a norma di legge:

  • Deve garantire un livello di sicurezza tale da ridurre ai minimi termini le probabilità di eventi pericolosi per le persone e per gli oggetti.
  • Deve garantire un’erogazione dell’energia elettrica che sia continua e di corretta intensità, evitando sovraccarichi e momenti in cui manca l’elettricità.
  • Deve essere progettato in modo flessibile, ovvero in maniera tale da rendere il più agevoli possibile gli interventi di manutenzione, di riparazione, di modifica e/o ampliamento.
  • Deve essere progettato in modo razionale, così da consentire una grande facilità d’uso agli utenti dell’abitazione.
  • Infine deve offrire il miglior rapporto qualità/prezzo possibile.

Gli impianti elettrici devono essere progettati in base a rigidi aspetti normativi che sono attualmente regolati dalla norma CEI 64-8 (CEI sta per Comitato Elettrotecnico Italiano) e dalla variante V3 alla citata norma (tale variante risale all’anno 2011 e stabilisce le caratteristiche minime di un nuovo impianto elettrico). La norma stabilisce precisi standard qualitativi degli impianti elettrici nonché varie regole sui limiti minimi delle prestazioni degli impianti stessi.

Le componenti dell’impianto elettrico sono principalmente quattro: il più importante è il centralino, che se di nuova generazione deve essere più grande rispetto ai vecchi modelli e deve avere un interruttore generale e almeno due di quelli differenziali.

Da quello generale, con il contatore per la misurazione dei consumi, si snodano i fili conduttori che portano al quadro elettrico dell’unità abitativa. Ci sono poi le prese per l’attacco dei vari elettrodomestici, gli interruttori semplici o composti per comandare i punti luce e un sistema di messa a terra dell’impianto, per evitare spiacevoli inconvenienti elettrici.

Ci sono poi tre circuiti principali, uno da 10-16 Ampere (simbolo [A]) per le prese “bipasso”, uno da 10 A per la luce e un ultimo circuito a 12 Volt per i cosiddetti circuiti di chiamata (per esempio il citofono o gli allarmi sonori).

Dopo aver analizzato di cosa e come è composto un impianto elettrico, andiamo a vedere gli standard qualitativi, utili da conoscere nel caso si voglia installare un impianto elettrico nuovo.

Attualmente la norma stabilisce come strutturarlo e tre diversi livelli di qualità: livello 1, livello 2 e livello 3.

Dovendo risultare il più comprensibile e di facile intuizione possibile, la normativa è spesso suddivisa per punti ed anche le caratteristiche minime da adottare secondo quest’ultima possono essere così elencate:

  1. La sezione del montante di collegamento tra contatore e centralino dev’essere maggiore o uguale a 6 mm2.
  2. I cavi devono essere sfilabili e cioè le dimensioni interne dei tubi protettivi e dei relativi accessori dopo la messa in opera devono essere tali da permettere di infilare e tirare agevolmente i cavi stessi.
  3. L’appartamento deve avere un interruttore generale con funzioni di interruttore di emergenza, che può coincidere con quello generale.
  4. Come già accennato i quadri elettrici dell’unità abitativa devono essere dimensionati con il 15% minimo di riserva per capienza modulare, per eventuali ammodernamenti successivi e devono essere dotati di almeno due interruttori differenziali, che garantiscano la continuità del servizio.
  5. Il conduttore di protezione PE deve arrivare nel quadro elettrico generale, per permettere il collegamento di eventuali scaricatori di sovratensione.
  6. Il collegamento entra-esci effettuato sulle prese è ammesso solamente per apparecchi posti nella stessa scatola o, al massimo, tra due scatole adiacenti.

1° Livello

Il primo livello (Livello 1) è lo standard minimo per un impianto elettrico; si tratta praticamente del livello base, destinato a chi ritiene sufficiente il minimo indispensabile, sebbene contenga al suo interno diverse caratteristiche da soddisfare:

  • I punti presa devono essere distribuiti in modo uniforme lungo le pareti. Almeno una presa dovrà essere posizionata nei pressi della porta del locale (normalmente la posa avviene direttamente sotto alla scatola del dispositivo di comando della luce del locale).
  • Nel locale bagno sono richiesti almeno 2 punti presa, indipendentemente dal livello dell’impianto.
  • Per quanto riguarda la cucina, vengono stabiliti dei valori minimi di punti presa da porre all’altezza del piano lavoro, ed esistono delle tabelle apposite.
  • Ad ogni presa telefonica o presa TV deve essere associato, nelle immediate vicinanze, ma in un’apposita scatola dedicata, almeno un punto presa. Questa è una logica conseguenza del fatto che, telefoni di tipo cordless o televisori, devono essere alimentati dalla rete elettrica.
  • Il comando dei punti luce di ogni locale devono essere posti almeno nei pressi dell’ingresso del locale stesso, non importa se interni o esterni; ovviamente vi possono essere anche punti di comando posizionati in altre locazioni, purché sempre aggiuntivi a quello menzionato.
  • Nel locale d’ingresso dell’abitazione, così come nei corridoi di transito, deve essere presente almeno un punto luce e un punto presa; nei ripostigli è necessario almeno un punto luce;
  • Nei giardini, terrazzi, balconi o portici, che abbiano una superficie maggiore di 10 m2, è obbligatorio installare almeno un punto luce e un punto presa, sempre rispettando le norme di sicurezza.
  • Per quanto riguarda cantine e box, è necessario prevedere almeno un punto luce ed un punto presa.
  • E’ necessario installare dispositivi di illuminazione di sicurezza, per garantire un livello minimo di illuminamento in caso di assenza di tensione. Si possono utilizzare per questa funzione dei corpi illuminanti estraibili, ma non quelli con attacco a spina.

2° Livello

Il Livello 2 prevede tutti gli standard del livello 1, ma devono essere impiegati in maggiore quantità i punti di utilizzo, e per accedere a tale livello è inoltre necessario installare un sistema di controllo dei carichi (come un relè di massima corrente, oppure uno strumento multifunzione che tenga monitorati i parametri della potenza).

A tale dispositivo devono essere associati uno o più relè di potenza che hanno la funzione di scollegare carichi non prioritari in caso di superamento della soglia prefissata; questo sistema permette di evitare distacchi fastidiosi della linea principale, derivati da un’eccessiva richiesta di potenza elettrica. Si tratta dello standard adatto a coloro che scelgono livelli di fruibilità, comfort e sicurezza adeguati alle esigenze degli impianti residenziali moderni, ma è comunque considerato un livello intermedio.

3° Livello

Il livello 3 è il più alto livello qualitativo e viene detto anche livello domotico, in quanto prevede dotazioni impiantistiche ampie e innovative. Oltre a quanto già specificato per i livelli 1 e 2, il terzo consente la gestione automatica dei consumi. Sono inoltre previsti sensori di sicurezza che consentono di gestire il tutto da remoto. Affinché si possa parlare di livello domotico è necessario che siano presenti almeno quattro funzioni tra queste:

  • Sistema antiallagamento e/o rilevazione gas.
  • Rilevazione fumi e fuoco in caso d’incendio.
  • Sistema di diffusione sonora.
  • Controllo remoto di più funzioni (tramite app per smartphone o più semplicemente per sms);
  • Gestione e automazione delle tapparelle, di apertura e chiusura porte e finestre.
  • Gestione delle temperature dei locali.
  • Gestione e comando delle luci.
  • Controllo e gestione dei carichi elettrici.
  • Impianto antintrusione.

Ma quanto costa un impianto elettrico nuovo?

Passiamo ai costi di un intervento di ristrutturazione completa dell’impianto. Il costo di un impianto elettrico nuovo è variabile in relazione alle dimensioni dell’immobile. Il costo di un punto luce è di circa 50€ (anche se in alcuni casi, soprattutto se il rifacimento è contestuale a una ristrutturazione completa dell’appartamento possono esservi sconti per rifare l’impianto elettrico).

Il prezzo di 50€ comprende la manodopera ed i materiali necessari per la realizzazione del punto luce. Non sono invece inclusi nel prezzo il montaggio di faretti, lampade, lampadari e luci al LED. Inoltre il rifacimento dell’impianto elettrico richiede opere murarie come aprire e chiudere tracce a muro, a pavimento o soffitto per innestare i corrugati al cui interno scorrono i fili dell’impianto.

Questi interventi rappresentano di solito un terzo del costo complessivo dell’impianto elettrico. La messa a norma, in ogni caso, deve essere fatta da un’azienda registrata, ovvero tutti gli interventi devono essere stati eseguiti da professionisti con requisiti verificati dalla camera di commercio. Solo così non si incontra il rischio di incorrere in lavori fatti male, scongiurando l’eventualità di dover ripartire da capo nella sostituzione di tutto l’impianto elettrico.

A proposito di Fabio

Studente di Ingegneria Energetica presso il Politecnico di Torino. Appassionato di tematiche ambientali, coglie sempre l’occasione per scambiare concetti e idee.