Si parla sempre di più di smart cities, ma sappiamo davvero di cosa si tratta?

La traduzione letterale dall’inglese è “città intelligente” ma ciò non basta a definire in modo esaustivo questo concetto. La società di revisione Ernest & Young analizza i dati delle varie città prese in esame con un rapporto annuale chiamato “Smart City Index”, attraverso quattro principali parametri che vengono definiti strati :

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  • APPLICAZIONI E SERVIZI:

*GOVERNMENT: possibilità di pagamenti dei tributi locali online, accessibilità a reti Wi-Fi pubbliche, ecc.

*MOBILITA’: applicazioni real time di bike/car sharing, pianificazione multimodale dei mezzi pubblici, ecc.

*TURISMO E CULTURA: card e app per visitare la città, e-commerce prodotti locali, ecc.

*SCUOLA: ambienti web per la didattica, servizi digitali per la segreteria.

*SANITA’: prenotazione, pagamento ticket e ritiro referti via web, accesso dati fascicolo sanitario elettronico, ecc.

  • SERVICE DELIVERY PLATFORM:

*READINESS: app store per i cittadini, open data accessibili a chiunque, ecc.

*DEMATERIALIZZAZIONE, INTEGRAZIONE E INTEROPERABILITÀ: dematerializzazione processi e documenti, multicanalità e integrazione tra i servizi.

  • SENSORISTICA: controllo condizioni dell’ambiente (centraline di monitoraggio dell’aria), illuminazione pubblica (lampioni intelligenti), rete stradale (rilevatori del traffico, occupazione parcheggi, autodetector, semafori intelligenti), mezzi pubblici (sensori su autobus e taxi), ecc.

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Come si dividono le infrastrutture e le reti?

Le infrastrutture e le reti si dividono in:

*TELECOMUNICAZIONI: Banda larga/ultralarga fissa (ADSL, fibra ottica) e mobile, infrastrutture per la scuola (LIM, PC, aule internet), ecc.

*TRASPORTO: mobilità pubblica e privata, elettrica e ciclabile.

*ENERGIA: teleriscaldamento, sprechi di energia, uso delle fonti rinnovabili, illuminazione pubblica, smart grid (cioè l’insieme di una rete di informazioni e di una rete di distribuzione elettrica che consentono di gestire la rete elettrica in maniera “intelligente” e più funzionale).

*AMBIENTE: rete idrica (dispersione della rete), rete fognaria (capacità di depurazione), rifiuti (disponibilità isole ecologiche).

A questi quattro criteri di giudizio principali sono connessi due ambiti di analisi aggiuntivi:

  • SMART CITIZENS E VIVIBILITÀ DELLA CITTÀ, ovvero l’impatto dei servizi smart sulla qualità della vita dei cittadini italiani.
  • VISION E STRATEGIA, che include la redazione di piani strategici e politiche istituzionali in ambito Smart City.

Quali sono le città più SMART d’Italia?

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Sono state analizzate le 116 città capoluogo italiane sulla base di 470 indicatori ed è emerso che la città di Bologna è la più smart d’Italia! Milano e Torino completano il podio, mentre Roma si piazza solamente al nono posto.

Cosa ha permesso alla città emiliana di essere al primo posto in questa speciale classifica?

Bologna, che è ritenuta tra le più città più giovani d’Italia e che forse proprio grazie ai tanti giovani e universitari presenti si è aggiudicata questo importante riconoscimento, si è infatti dovuta adattare alla grande richiesta di servizi per le telecomunicazioni, introducendo la banda larga e il Wi-Fi pubblico in diverse zone. A tal proposito molte aule universitarie sono dotate di infrastrutture dedicate all’apprendimento interattivo e ci sono numerose piste ciclabili e varie stazioni di bike sharing, servizio ampiamente utilizzato dalla comunità.

Sicuramente anche l’iniziativa per la creazione della piattaforma interattiva “Bologna smart city” ha riscosso molto successo; è un format che a breve permetterà agli studenti dell’Università di Bologna di condividere le proprie idee e discuterne con professionisti che operano con il comune, puntando su ricerca e tecnologie all’avanguardia. Le idee più innovative potranno diventare dei veri e propri progetti per migliorare la vivibilità della città. I 7 ambiti di cui si occuperà “Bologna Smart City” saranno:

  • Beni Culturali (valorizzazione e riqualificazione del centro storico e del suo patrimonio culturale, dei portici e del turismo);
  • Iperbole 2020 Cloud & Crowd (riprogettazione della Rete Civica Iperbole, una rete gestita dal comune riguardante la mobilità, il turismo, gli eventi della città, facilmente utilizzabile dai cittadini)
  • Servizi di rete intelligente
  • Mobilità sostenibile (sviluppo di una rete della mobilità elettrica intelligente);
  • Quartieri sicuri e sostenibili (Ristrutturazione patrimonio pubblico e privato per efficienza e produzione energia, monitoraggio della sicurezza degli edifici, gestione dei rifiuti, social housing, co-working, servizi e nuovi ambienti per lavoratori della conoscenza e ricercatori);
  • Sanità e Welfare (e-care, e-health, ottimizzazione dei processi e business intelligence);
  • Educazione e istruzione tecnica (sviluppo progetti in ambito educativo, promozione di una nuova cultura tecnica e scientifica).

La seconda classificata, Milano, è la capitale del car sharing con più di 2.400 automobili e un totale di 350 mila iscritti al servizio; da alcuni mesi è attivo anche un servizio di “scooter sharing”, una novità in Italia.

Per quanto riguarda Torino invece, scesa dal secondo gradino del podio, è importante menzionare che il capoluogo piemontese ha già raggiunto l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del 40% nel dicembre 2015, anticipando la scadenza prefissata nel 2020, grazie a un piano per l’efficienza degli edifici.

Nonostante questi apparenti risultati positivi, bisogna considerare che le tre città italiane prese in esame, non comparivano neanche nella Top 40 del ranking europeo stilato nel 2014. Ci si deve quindi rendere conto che vanno fatti ulteriori passi avanti nella modernizzazione delle città per un miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini e dell’ambiente.

Fabio

Autore Fabio

Studente di Ingegneria Energetica presso il Politecnico di Torino. Appassionato di tematiche ambientali, coglie sempre l'occasione per scambiare concetti e idee.

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