Il motore di ricerca più famoso al mondo dimostra di essere ancora una volta un passo avanti rispetto alla concorrenza. Oltre che dal punto di vista strettamente tecnico, migliorando costantemente le opzioni per la ricerca di materiale online sui propri server, Google si sta adoperando ormai da anni su un altro tipo di ricerca, quella correlata alle energie rinnovabili. Dal 2007 ad oggi, Google ha investito più di un miliardo di dollari per la realizzazione di impianti sul territorio americano e non solo.

Ma andiamo con ordine, questi sono tra i progetti più importanti sviluppati dai manager del colosso con sede a Mountain View:

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  • Nel 2008 la società ha investito oltre 10 milioni di dollari in un particolare progetto di energia geotermica, chiamato EGS, acronimo di Enhanced Geothermal Systems. Particolare perché consente di sfruttare il calore della Terra, prelevandolo da sezioni a profondità maggiori che non con i sistemi attualmente in uso e prevalentemente esistenti.  Questa iniziativa rientra in quella, più grande, nota come Renewable Energy Cheaper than Coal, già supportato da Google con finanziamenti in favore delle ricerca sulle energie eolica e solare.
  • Nel 2010 Stefano Maruzzi, Country Manager di Google in Italia, afferma che l’azienda a stelle e strisce è pronta ad investire anche all’estero e che sta prendendo in considerazione l’idea di sviluppare un progetto nel “paese del sole”, poiché il nostro territorio ha un clima abbastanza vario e quindi favorevole a diverse installazioni rinnovabili.
  • Nel 2011 il colosso statunitense ha stanziato 75 milioni di dollari a favore del progetto Clean Power Finance, creato per espandere l’uso dell’energia solare attraverso i pannelli fotovoltaici installati sui tetti delle abitazioni. I pannelli sono stati installati in 3000 case degli Stati Uniti, soprattutto a favore di chi non era in grado di sostenere una spesa di circa 25 mila dollari; le famiglie che hanno usufruito di questa offerta ripagheranno i costi di installazione in bolletta, sapendo che la loro elettricità proviene da energia verde.
  • Sempre nel 2011 sono stati impiegati circa 94 milioni di dollari a favore del progetto Solar City per la costruzione di una centrale ad energia solare nei pressi di Sacramento, che a regime ha una potenza di 88 MegaWatt e può contribuire all’approvvigionamento energetico di circa 13 mila abitazioni. Anche l’energia eolica fu presa in considerazione, con un investimento di circa 40 milioni di dollari per la costruzione di due parchi eolici.
  • Il 2011 fu un grande anno, perché Google investì anche all’estero: si misero infatti le basi per la creazione di un enorme parco fotovoltaico (44 ettari occupati, 18,65 MW di potenza, 5 milioni di euro spesi), il più grande in Germania, con un’utenza servita pari a 5000 famiglie.
  • Nel 2012 fu terminata la più grande fattoria eolica del mondo, grazie a una potenza di 845 MW che alimenta 235000 abitazioni. Insieme a due partner giapponesi la società ha investito ben 500 milioni di dollari in questo progetto eolico di ultima generazione.
  • Nel 2013 furono acquistati 6 impianti solari nel sud della California e in Arizona, per un totale di 80 milioni di dollari, 106 MW elettrici di potenza nominale e ai quali si attaccano per l’energia 17 mila abitazioni. Fu il quattordicesimo impegno di Google per un futuro più ecologico.
  • L’ultimo investimento in ordine di tempo risale ai primi mesi del 2016; l’ennesimo investimento riguarda l’acquisto dell’ impianto eolico di Happy Hereford, in Texas, che ha una capacità di 240 MW e che inizierà a produrre energia elettrica dall’anno prossimo.

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La nuova iniezione di rinnovabili, fa sapere ufficialmente l’azienda, proviene da varie località e da tecnologie diverse, che comprendono per esempio un parco eolico attivo in Svezia e un impianto solare in esercizio in Cile. Con quest’ultimo operazione, Google possiede ora 2 GW di impianti. Un’enormità, tanto che in Italia sarebbe il secondo produttore di energia elettrica.

Si è parlato di rifornimento di energia elettrica ad abitazioni poiché l’azienda americana non può direttamente utilizzare ciò che produce per “colpa” delle attuali normative federali. Vendendola, invece, Google acquista crediti REC (Renewable Energy Certificates) che consentiranno la riduzione dell’impronta dovuta al carbonio. L’obiettivo di Big G è quello di riuscire ad alimentare tutti i propri server con energia pulita, non solo per una questione di immagine ma soprattutto per la necessità di abbassare i costi.  Questione di immagine che ha spinto Google ad iniziare ad interessarsi alla protezione dell’ambiente e allo sviluppo sostenibile; le associazioni ambientaliste, prima fra tutte Greenpeace, hanno messo in evidenza come buona parte dei crescenti consumi energetici di queste aziende (soprattutto a causa dei data center) fossero alimentati con le inquinanti fonti fossili.

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E’ di pochi giorni fa la notizia che insieme ad Apple, Amazon e Microsoft, Google abbia presentato una memoria legale congiunta per contrastare le emissioni di CO2 al Clean Power Plan dell’EPA (Environmental Protection Energy). Questa azione rappresenta un’ottima notizia per l’ambiente, è utile e realistico limitare la produzione di inquinanti, e bisogna dare credito al senso affaristico delle aziende citate perché in questo modo il prezzo dell’energia proveniente da fonti rinnovabili, probabilmente scenderà.

Sebbene si prospetta che raddoppierà nei prossimi anni la sua richiesta di energia, è chiaro come l’azienda voglia mettere piede nel settore della produzione di energia del futuro. Se continuerà a farlo in maniera eco-friendly, non potrà che essere vantaggioso per tutti.

Fabio

Author Fabio

Studente di Ingegneria Energetica presso il Politecnico di Torino. Appassionato di tematiche ambientali, coglie sempre l'occasione per scambiare concetti e idee.

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