| Intervista al presidente dei Verdi italiani, Angelo Bonelli |
| Sonia Toni |
Presidente Bonelli, da quando è stato fondato, il suo partito ha vissuto fasi altalenanti. C'è stato un periodo di grande crescita - che è coinciso con l'inizio della presa di coscienza da parte dei cittadini, dei problemi ambientali, e una fase - iniziata, più o meno dalla fine del governo Prodi - in cui i Verdi sono quasi spariti dal panorama politico italiano. Come spiega che così tanti ambientalisti abbiano smesso di sostenere il Suo partito? Le ragioni sono diverse: la prima è quella della collocazione politica. I Verdi negli utlimi dieci anni si sono sovrapposti alle posizioni della sinistra cosiddetta radicale. Questo ha portato tante persone che potenzialmente averebbero potuto votare i Verdi a non prendere in cosiderazione il voto. La questione ecologista è invece dirompente perché mette in discussione il modello economico ma anche gli antichi confini ideologici fra destra e sinistra. Bisogna andare oltre e costruire una proposta che, partendo dai contenuti, ovvero da come si può cambiare il modello economico responsabile dei cambiamenti climatici ma anche della povertà sociale, si possa unire e coinvolgere i cittadini e le famiglie italiane ad un cambaiemnto epocale economico-sociale e politico. Le vostre linee di condotta sembrano essere sempre molto pacate e le risposte a tanti crimini ambientali, vengono registrate dalla gente, quasi come se chiedeste scusa perchè state combattendo per la salvaguardia del pianeta e della salute dei suoi abitanti. Visto che si è costretti ad avere a che fare con politici e industriali senza scrupoli, non pensa che sarebbe più costruttivo essere un po' più "cattivi"? Pacate? Non direi. Al contrario c’è chi ci accusa di essere troppo integralisti e duri. Di essere quelli del no, di bloccare tutto. In Realtà un sistema di potere, antidemocratico, che controlla l’informazione impedisce a noi di parlare dei veri problemi dei cittadini e del Paese. Questo sistema consente agli inquinatori di continuare ad inquinare e agli specualtori di cementificare le aree agricole e verdi del nostro Paese. Ad esempio, siamo stati la prima forza politica a denunciare che dietro il federalismo demaniale, votato anche da Di Pietro, si nasconde la più grande speculazione edilizia ed immobiliare. Le aree verdi e agricole di proprietà dello Stato verranno trasferite ai comuni che potranno fare la variante urbanistica. Chi comprerà quelle aree lo farà non per fare agricoltura o installare un parco giochi per bambini, ma per realizzare mega lottizzazioni: uno schifo avallato anche dall’Idv e dal Pd. Il partito dei Verdi è senza dubbio di difficile "collocazione" all'interno del panorama politico italiano poichè la coscienza ambientale non è di destra nè di sinistra ma non solo: purtroppo sembra non esserci da nessuna parte del Parlamento. Questo non dovrebbe essere un'ulteriore motivo per non accettare nelle vostre fila, assessori e/o consiglieri che, pur appartenendo al vostro partito, poi votano a favore di provvedimenti che sfasciano l'ambiente? Insomma, non pensa che sarebbe ora di buttare fuori dal partito questi finti ecologisti?Sono d’accordo: in Parlamento non c’è coscienza ambientale. Non c'è nella maggioranza e neppure nell’opposizione. I Verdi italiani, negli anni hanno ottenuto importanti risultati: dai fondi per la mobilità sostenibile, a quello sulla riforestazione nelle aree di crisi ambientale; nella battaglia contro i Cip6 o per la moratoria contro la privatizzazione dell’acqua e potrei continuare. Siamo consapevoli anche delle difficoltà e degli errori commessi. Ed è per questo che da ottobre 2009 - da quando sono stato eletto presidente - promuoviamo un processo poltico-sociale per costruire sul modello francese di "Europa Ecologie", una nuova aggregazione ecologista, che superi tutte le frammentazioni presenti oggi in Italia tra gli ecologisti. Grazie a questo processo avviato e siccome non dobbiamo spartirci alcuna poltrona, perché questo non lo vogliamo, ma dobbiamo recuperare solo una grande passione e amore per la vita di tutti gli esseri viventi, per rilanciare un’economia diversa e green, la totalità delle persone che non era alimentata da questa passione, se ne è andata da sola. La poltica quella con la P maiuscola ha fatto chiarezza. Abbiamo recuperato la nostra coerenza e la nostra identità e siamo orgogliosi e fieri di questo. Non pensa che se il partito dei Verdi prendesse iniziative da "sfondamento" come Greenpeace accrescerebbe il suo consenso fra la gente e farebbe riavvicinare quei sostenitori fuggiti qualche anno fa? Certo e ne stiamo facendo molte di iniziative oscurate dai media ma che cerchiamo di far girare attraverso la rete. Ad esempio è grazie anche a noi se la procura di Roma ha aperto l’inchiesta sui mondiali di nuoto; è nostra la battaglia contro il mare in gabbia per il libero accesso e contro la cementificazione delle spiagge italiane. Sul nucleare siamo stati quelli che hanno reso pubblici i siti dove il governo vuole realizzare le centrali e costruito un dossier che smonta la convenienza economica della truffa nucleare. Per non parlare della vergogna del federalismo demaniale. Il partito dei Verdi, attualmente, sta valutando alleanze con altri gruppi politici? Se sì, per quali obiettivi? Vorrei un’alleanza con tutti quei movimenti, associazioni, realtà politiche e cittadini che condividono la necessità di costruire una grande forza ecologista trasversale nella società, che vada oltre la sinistra per battere questo vergognoso degrado morale e istituzionale in cui si trova l’Italia. Bisogna superare l’autoreferenzialità che c’è in molti di noi. Il movimento di Grillo ci attacca e non capisco perché, non ho visto Grillo dire nulla a Di Pietro che faceva una conferenza stampa insieme a Calderoli per dire sì alla più grande speculazione immobiliare ed edilizia. Io penso che se vogliamo fare qualcosa di grande, di dirompente dovremmo parlarci e costruire insieme qualcosa di importante. I problemi legati all'ambiente sono purtroppo molteplici: a quale darebbe la precedenza in questo momento? ![]() Le poltiche energetiche, la riduzione del consumo del suolo, la battaglia contro gli Ogm per un’agricoltura di qualità e biologica, l’occupazione e la lotta alla precarietà attraverso l’innovazione tecnologica e la green economy. E poi, una cosa a cui tengo molto, la riduzione delle spese per gli armamenti. L’italia spende 30 miliardi di euro per armamenti ed è impegnata nell’acqusito di oltre 240 caccia dal costo di 124 milioni di euro l’uno. Con il costo di un solo caccia potremmo costruire 83 asili nido per 60 bambini l’uno. Il nostro giornale desidera iniziare una seria campagna informativa sugli effetti negativi sulla salute del consumo di olio di palma poichè è presente nella maggior parte dei prodotti da forno, sia convenzionali che biologici, contribuendo anche a devastare intere foreste (campagna che, sotto questo punto di vista ha iniziato Greenpeace nei confronti della Nestlè). Il suo partito sarebbe disponibile a supportare questa campagna aiutandoci a dare il massimo di visibilità all'iniziativa? Ritengo l’uso dell’olio di palma inaccettabile ancor prima che sul piano politico ma sul piano morale. L’olio di palma proviene dalle aree di maggiore deforestazione come la Malesia. In Malesia le foreste sono state distrutte per il 75% e questo ha ceato una drammatica violazione di diritti umani nei confronto delle popolazioni indigene. Bruciare olio di palma significa bruciare sangue umano e contribuire alla distruzione delle foreste tropicali e pluviali. Grazie presidente e buon lavoro. |
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