Olio di palma? Meglio pane burro e marmellata
Sonia Toni   
Olio di palmaParte questo mese la campagna d'informazione promossa da La Scienza Verde per divulgare la nocività dell'olio di palma.
Fino a qualche anno fa, i nostri bambini, per colazione e merenda mangiavano pane, burro e marmellata e bene che stavano. Poi ci hanno raccontato che il burro è da evitare perchè contiene grassi pesanti, è poco digeribile, alza il colesterolo (quale?) e giù con gli insulti.
In questa crociata anti-burro però, si sono dimenticati di raccontarci che le mucche dalle quali proveniva il latte per fare il burro, non erano più allevate alla "vecchia" maniera, cioè libere di pascolare mangiando erba fresca e non mangimi industriali, rimpinzate di antibiotici e ormoni e ridotte a macchine per produrre latte fino allo sfinimento. Negli allevamenti intensivi - veri e propri lager per questi poveri animali - le mucche soffrono, vivono la metà degli anni a loro destinati da madre natura e il latte che producono è estremamente povero di nutrienti.
Certo, il burro non è un alimento da assumere in quantità industriali e meglio se consumato crudo, però il latte deve provenire da mucche che pascolano liberamente perchè solo questo contiene anche grassi polinsaturi, indispensabili per la nostra salute.
Ma torniamo all'olio di palma. L'industria dolciaria scopre che questo grasso si presenta solido come il burro, non irrancidisce e, soprattutto, costa poco. Da quel momento inizia l'invasione dei prodotti da forno sui banchi dei supermercati. Erano nate le merendine.
Ma non solo. Per un qualche misterioso motivo, troviamo l'olio di palma ovunque.
Merendine, dicevamo, ma anche biscotti, grissini, gelati, crackers, margarine vegetali, cereali per la prima colazione, caramelle, brioches, focacce, torroni, latti in formula per neonati, paste sfoglie e paste frolle già pronte, fette biscottate, creme spalmabili e, a proposito di creme spalmabili, non possiamo chiudere questo elenco senza almeno una citazione sulla crema spalmabile più famosa: la nutella.
So di infrangere un mito e so anche che mi attirerò le antipatie di mezzo mondo (anche per me è stato uno choc ma l'ho superato) ma quando si parla di olio di palma e creme spalmabili non si può non (s)parlare della nutella.
Olio di palmaDunque, il 55% di un barattolo di nutella è costituito da zucchero bianco, ingrediente che, a causa della raffinazione chimica, non ha più niente di naturale; una sorta di alieno alimentare che provoca danni alle ossa e ai denti in particolare e non perchè lo zucchero può rimanervi appiccicato ma semplicemente perchè, per assimilare lo zucchero raffinato, l'organismo necessita di molti sali minerali, minerali che, ovviamente, va a prendersi dove se ne trovano di più e cioè nelle ossa, nei denti, nei capelli. Per non parlare del diabete e degli squilibri ormonali provocati da un largo consumo di zucchero bianco, soprattutto nel sesso femminile. Vado avanti? Ma sì, ormai il sogno è infranto. Il 25% (una percentuale enorme) invece è costituito dal "nostro" olio di palma. Un grasso saturo che ha la splendida prerogativa di mandare alle stelle il colesterolo LDL; quello cattivo, per intenderci. Però è quello che rende così meravigliosamente spalmabile la nutella, friabili i prodotti da forno e, soprattutto, costa pochissimo. Solo il 13% è costituito da nocciole. Il resto è latte scremato in polvere - ingrediente ottenuto sottoponendo il latte a temperature altissime, che ne alterano i principali componenti - cacao magro, emulsionanti e aromi, non certo naturali.
Per l'altissima percentuale di zucchero e grassi saturi, è una vera e propria droga. Non ci crederete ma persone che, per svariati motivi hanno dovuto rinunciare allo zucchero bianco, hanno presentato gli stessi sintomi della crisi di astinenza tipica dei tossici.
Ora, siccome sono molto buona e non voglio lasciarvi con la disperazione di non avere più un riferimento coccoloso anti depressione, vi suggerisco delle alternative, sempre ottime ma più salutari. Esistono le creme spalmabili biologiche che, è vero, costano qualcosa in più, ma vale la pena provarle perchè, prima di tutto hanno una percentuale molto più alta di nocciole, contengono zucchero di canna e spesso sono fatte con olio di girasole, che è una valida alternativa al famigerato olio di palma e non dimentichiamo che l'uso smodato di questo olio ha distrutto il 75% delle foreste in Malesia e altri siti nei quali si sono poi verificati disastri ambientali, sociali ed economici.
Occhio all'etichetta dunque e privilegiamo i prodotti che contengono grassi alternativi a quello di palma.
 


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