| Voglia di pulizia |
| Sonia Toni |
Viviamo in un mondo sporco; un mondo che abbiamo insozzato con una lena tale da far invidia all’industriosità delle formiche e delle api. Le noste città non sono mai state così sporche, così pericolosamente sporche a causa dell’aria irrespirabile, dei corsi d’acqua che sono ormai cloache a cielo aperto, dell’asfalto che ogni giorno rigurgita quintali di sostanze tossiche buttate fuori dal passaggio delle auto, dal calore del sole, dalla temperatura impazzita.I nostri bambini sono sempre più ammalati, più rincoglioniti davanti a tv e computer, più aggressivi a causa di una società nella quale non riescono a liberare e manifestare la loro creatività e le cui famiglie si rivolgono sempre di più a psicoterapeuti dell’età evolutiva che non evolve da nessuna parte, a pediatri impotenti, a preti o santoni che non hanno più risposte credibili. Le generazioni che vanno dai 35 ai 60 anni e oltre, possono ancora raccontare cosa significa trascorrere l’infanzia all’aria aperta, a contatto con una natura che, anche nelle grandi città, non mancava di esistere e regalare il proprio abbraccio a chiunque. Oggi lo spazio vitale si è pericolosamente ristretto e questo benessere inteso come un traguardo importante nel cammino evolutivo dell’uomo, si è dimostrato essere uno strumento che l’uomo stesso non è in grado di gestire in maniera intelligente ed è per questo, diventato un’arma distruttiva. Si stava meglio quando si stava peggio? Certamente no ma l’essere umano del dopo guerra, ammalato di povertà materiale, è diventato poverissimo moralmente e da questa povertà morale allo sviluppo di tanti disturbi e malanni anche psico fisici, il passo è brevissimo. La pulizia è un fatto interiore; nasce dall’impulso a volersi sentire a proprio agio con se stessi fino a creare quelle condizioni indispensabili che ci consentono poi di relazionare positivamente anche con gli altri. Il concetto di morale è strettamente connesso al senso dell’ordine e si perde nella notte dei tempi poichè si rivela indispensabile al corso della vita stessa. L'ordine è un pilastro che sostiene la nostra esistenza; se viene a mancare, cadiamo come sacchi vuoti. Abbiamo un estremo bisogno di fare pulizia, prima di tutto dentro di noi e poi fuori. Chi detiene il comando, chi governa dovrebbe dare il buon esempio, invece, spesso si comporta come le governanti scansafatiche che, quando nessuno guarda, nascondono la mondezza sotto al tappeto, un tappeto che però si è gonfiato a dismisura ed è scoppiato disperdendo l'immondizia ai quattro venti. La pulizia morale porterebbe inevitabilmente anche a vivere in un ambiente pulito perchè chi è pulito dentro non sporca nemmeno fuori. Nonostante l'abbondanza di saponi e profumi di ogni tipo, la cosiddetta "civiltà dei consumi" è una civiltà sporca. Le industrie sporcano, le trivelle e le raffinerie del petrolio, sporcano, gli inceneritori sporcano, il traffico sporca, il nucleare sporca e tutta questa sporcizia ammala e uccide. E non c'è dubbio che la sporcizia materiale, sia la fotocopia di quella morale. E pensare che di fronte a questa emergenza mondiale, c'è chi ritiene che la quantità di rifiuti sia direttamente proporzionale al livello di civiltà raggiunto; come se le montagne di rifiuti fossero un marchio di qualità. Chissà, forse anche tutte le malattie e malformazioni dovute alle emisisoni tossiche dei vari inceneritori, traffico, raffinerie, cementifici e quant’altro, sono un simbolo di civiltà, sì ma quale civiltà? Quelle del passato hanno lasciato segni di grandezza tuttora apprezzabili ma la nostra, cosa si lascerà alle spalle? I monumenti alle raffinerie? Le ciminiere degli inceneritori? I fossili di animali estinti per cause antropiche? E gli alpinisti del futuro scaleranno le montagne di carcasse di computer e cellulari? La gestione dello smaltimento dei rifiuti è un business miliardario sul quale le multinazionali del settore, quotate in Borsa, si avventano come avvoltoi succhiandoci soldi e salute; e pensare che basterebbe produrne di meno, riciclare e riutilizzare il resto e già mezzo mondo sarebbe più pulito ma noi, vogliamo veramente la pulizia o siamo come quegli uomini di cui raccontava Gesù e dei quali diceva che, alla stregue di maiali, una volta ripuliti non vedono l’ora di tornare a rotolarsi nel fango? Ai presenti l’ardua sentenza. |
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