| Una valle che resiste anche alle mafie |
| Paolo Mattone (No TAV) |
E' davvero una valle che resiste (anche al freddo). Mettere in fila tutto ciò che è successo in una settimana è davvero difficile ma ci proviamo lo stesso. Chi è collegato a facebook può accedere alle nostre notizie su: Ambientevalsusa No Tav e gruppo NO TAVPuntate precedenti della storia: Golpe istituzionale Scelta non violenta
Non so se ce la faremo a reggere - i giornali ci massacrano tutti i giorni — ma incredibilmente noi siamo sempre di più boh? Nell’aria della valle c’è senz’altro qualcosa di strano, se lo scoprono probabilmente prima o poi proveranno a prenderci anche quella. Da La Stampa L’Osservatorio riparte ma senza il via libera di 23 comuni della Val di Susa (Alta e Bassa) che continuano a opporsi alla Tav e che chiedono al governo di riconoscere un ruolo di coordinamento della Comunità montana. Unica eccezione, tra i comuni a guida di centro-sinistra, quella di Sant’Antonino dove il sindaco, Antonio Ferrentino, che nel 2005 era alla testa del movimento degli amministratori, ha deciso di stare nell’Osservatorio. I sindaci No Tav (Avigliana, S. Ambrogio, Chiusa S. Michele, Vaie, Villar Focchiardo, S. Giorio, Bussoleno, Mattie, Chianocco, Bruzolo, S. Didero, Mompantero, Venaus, Giaglione, Gravere, Bardonecchia, Oulx, Villar Dora, Novalesa, Caprie, Almese, Caselette, Moncenisio) ribadiscono di non poter accettare il criterio della sottoscrizione preventiva della «volontà di partecipare alla miglior realizzazione dell’opera» per aderire all’Osservatorio e chiedono una «puntuale valutazione dei costi/benefici della varie soluzioni per coniugare le esigenze del territorio con quelle di ottimizzazione delle risorse dello Stato». Rinvio che Regione e Provincia non hanno accettato. 19 gennaio 2010 ore 3 del mattino, la trivella arriva a Susa (vedi). Intorno alle 3 di stanotte hanno portato una trivella all’autoporto di Susa, in altra zona rispetto al presidio piazzato sul sondaggio S68. Probabilmente tenteranno di fare il sondaggio S69. La zona è militarizzata, l’uscita autostradale verso l’autoporto è bloccata. Si scopre poi che sono 1500 i militi impegnati nell’operazione. I No TAV accorrono a Susa presso il Presidio e bloccano per diverse ore a ripetizione una corsia dell’autostrada. La polizia alla fine decide chi chiudere anche l’altra corsia e blocca l’arteria alle uscite più vicine facendo uscire i veicoli sulle statali (vedi). I nostri amici hanno provato a riprendere la trivella e l’area interessata ma la polizia lo ha impedito, per fortuna le solite sentinelle valsusine, armate di macchine foto e teleobiettivi hanno immortalato l’azione militare di presa dell’area dei sondaggi e un inizio molto sospetto di lavori con tanto di cassette delle carote riempite ad una velocità molto sospetta, roba da guiness dei primati secondo alcuni esperti (vedi). Grazie a tutti per l'attenzione e la vostra pazienza. La redazione di Ambientevalsusa.it |
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