Lungo il corso del fiume più importante d’Africa e uno dei più importanti del Mediterraneo, il Nilo, si erge la famosa Diga di Assuan. La sua costruzione risale alla seconda metà del secolo scorso, epilogo dei tentativi di modernizzazione nella zona d’Assuan da parte dei Britannici.

Cenni Storici sulla Diga di Assuan

Questi già nel 1898 iniziarono a costruire una diga nei pressi dell’antica città egiziana, per cercare di limitare i danni provocati dalle inondazioni irregolari del Nilo, che con il loro limo assicuravano un importante sedimento, fonte di minerali e fertilizzanti ideali per l’agricoltura, ma a causa delle loro imprevedibilità, spesso provocavano forti perdite di raccolto.

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La diga di Assuan, terminata nel 1902 si rivelò di dimensioni troppo ridotte perché si regolino le inondazioni fluviali e fu ampliata più volte tra il 1907 e il 1933.

Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1946 il livello dell’acqua arrivò quasi a superare la diga, così che si decise di costruirne una nuova a monte. La nuova diga poteva dunque godere di una serie di vantaggi tecnologici ottenuti nel corso degli anni dalla ideazione della prima: innanzitutto tecniche di costruzione più avanzate, insieme a un progetto di generazione di energia idroelettrica importante per il paese.la grande diga di assuan

Durante gli anni 50-60, in piena guerra fredda, il governo cercò di ottenere fondi sia dal blocco occidentale sia da quello orientale. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, dapprima disponibili a contribuire allo sviluppo del paese, ritirarono la loro offerta quando l’Unione Sovietica avanzò il suo contributo. La diga venne costruita quindi negli anni successivi con gli aiuti Sovietici e gli introiti derivanti dalla nazionalizzazione del canale di Suez. Nel 1970 la diga fu terminata, e il bacino raggiunse la capacità massima nel 1976.

Nel decennio precedente è importante ricordare il lavoro dell’UNESCO per la salvaguardia dei beni culturali a rischio nei pressi del nuovo bacino: molte di questi reperti archeologici vennero esportati in numerosi musei internazionali (tra cui il rinomato Museo delle antichità Egizie di Torino).

La nuova diga risulta di dimensioni monumentali: più di 3.5 km di lunghezza, larga quasi 1km alla base e 50m sulla sommità, per un’altezza totale di 111m.

Il lago artificiale formatosi alle spalle della diga di Assuan ha una superficie di circa 6000 km2 e ospita fino a 165 km cubi d’acqua. La diga ha sì permesso di mitigare gli effetti delle inondazioni pericolose per la popolazione (si ricorda quella del 1973) e di carestie (specialmente quelle del 1972 e del periodo 1983-84); ma ha anche provocato numerosi danni ambientali sull’ecosistema, che al tempo della sua costruzione non erano stati valutati, tra cui:

  • sedimentazione eccessiva nelle acque a monte della diga
  • erosione di quelle a valle
  • scomparsa di specie che migravano lungo il corso del Nilo
  • distruzione e aumento della salinità del delta (con la diminuzione della forza del Nilo, le acque salate del Mediterraneo sono avanzate lungo il corso del fiume)
  • diminuzione della produttività della pesca lungo il fiume
  • diminuzione della fertilità dei terreni a valle della diga perché senza inondazioni il limo non raggiunge il suolo
  • migrazione di animali marini nel fiume a causa dell’aumento della salinità
  • aumento del livello delle acque freatiche nei campi vicini al fiume con conseguente ristagno idrico (che a sua volta provoca la diffusione di patogeni fungini)
  • inquinamento del fiume dovuto a fertilizzanti e pesticidi

La diga ospita una centrale idroelettrica con 12 generatori da 175 MW, per una potenza installata di circa 2 GW

La Diga di Assuan è la più grande d’Africa?

diga di assuan

La Diga di Assuan genera un’energia elettrica media che può soddisfare oltre la metà del fabbisogno del paese, oltre ad aver dato la possibilità di sviluppare a basso costo una distribuzione dell’energia elettrica anche nelle regioni più remote. L’impianto idroelettrico è attualmente il più potente in Africa, anche se potrebbe non esserlo più tra pochi anni: in Etiopia è infatti in costruzione sul Nilo blu una diga conosciuta come “Grand Ethiopian Renaissance Dam”.

L’opera, in fase di costruzione, potrebbe rappresentare non solo un concorrente dal punto di vista del primato di produzione idroelettrica nel continente, ma anche un forte azzardo da quello della diminuzione della portata d’acqua del fiume nella regione egiziana. I rischi non sono facilmente calcolabili, in quanto il clima politico nella regione soffre di forti repressioni su questi temi, sia in Etiopia che in Sudan.

Le organizzazioni Egiziane hanno avanzato forti dubbi sulla siccità che sarà causata dal riempimento iniziale della diga etiope (che avverrà in anni) e dagli eventuali problemi a livello di ecosistema per la grande quantità di acqua che verrà limitata. La costruzione di questa andrà a incrementare ulteriormente la salinità dell’acqua, riecheggiando i fenomeni negativi su flora e fauna del fiume, sui problemi legati alla scarsità del limo e può essere che insorgano nuovi problemi a oggi non considerati o sconosciuti.

Per concludere, la centrale idroelettrica di Assuan ha un’enorme importanza energetica per l’Egitto, capace di soddisfare la maggior parte del fabbisogno nazionale, e la costruzione ha un ruolo chiave nella gestione delle acque fluviali settentrionali alla regione. È allo stesso tempo un importante esempio degli effetti negativi che l’intervento antropico può avere sugli ecosistemi, anche se robusti e millenari come quello del Nilo.

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Giorgia

Autore Giorgia

Di Torino, studio Ingegneria Energetica al Politecnico. Ansiosa e frenetica, amo scrivere e amo cercare nuove idee e soluzioni per provare ad amalgamare al meglio la nostra società con la natura che ci circonda.

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