Il prezzo dell’energia elettrica è un fattore di attuale interesse che coinvolge chiunque debba pagare la bolletta della luce. Soprattutto in campagna elettorale, alcuni politici promettono di tagliare i costi e le spese riguardanti elettricità, gas e acqua.

Ma in ambito energetico non è così semplice attuare questo tipo di procedimenti perché il prezzo della energia elettrica dipende da diversi fattori, ed alcuni che non sono influenzabili dal ministero dell’energia.

La produzione di energia elettrica in Italia

L’energia elettrica può essere prodotta tramite diverse fonti primarie. Le centrali di produzione convenzionali funzionano grazie ai combustibili fossili. Le cosiddette centrali termoelettriche sono impianti che generano elettricità a partire dal calore.

Il calore viene prodotto dalla combustione di combustibili fossili, quali petrolio, carbone e gas naturale e viene successivamente utilizzato per scaldare dell’acqua fino a portarla ad ebollizione.

Il vapore che si crea è ad alta temperatura ed alta pressione, perciò può essere inviato e canalizzato verso una turbina che grazie ad un alternatore produce elettricità. Ci sono diversi tipi di centrali, tra cui quelle a ciclo combinato, in cui sono presenti due macchine termiche in serie in modo da aumentare il rendimento complessivo, e quelle a cogenerazione, in cui il calore prodotto in eccesso viene utilizzato per applicazioni come il teleriscaldamento.

In ogni caso, il costo associato alla materia prima è relativo al prezzo pagato per il combustibile utilizzato in questo processo, quindi è dipendente, ad esempio, dal prezzo del petrolio sul mercato globale (anche se in Italia la produzione di elettricità da centrali a petrolio è inferiore all’1%).

bollette luce

Esistono anche dei combustibili rinnovabili, che sono cioè in grado di rigenerarsi in tempi minori rispetto al petrolio e al gas naturale e che vengono utilizzati in centrali termoelettriche.

Questi sono la biomassa (cioè scarti di produzione agricole, di industrie di legno e carta e derivati dell’attività biologica di uomini e animali), i biogas (speciali combustibili gassosi creati a partire dalla biomassa) ed i rifiuti solidi urbani che vengono solitamente bruciati in degli appositi inceneritori.

Anche in questo caso, il costo della materia prima è legato all’importo pagato per il combustibile.

Un’altro modo di creare elettricità deriva dalle fonti rinnovabili. I parchi eolici, le distese di pannelli solari, le centrali geotermiche e quelle idroelettriche, fanno tutti affidamento a fonti disponibili in natura, le quali possono essere però intermittenti ed è quindi difficile prevedere l’esatto apporto energetico che questi impianti possono produrre.

Questo discorso vale specialmente per eolico e solare, mentre la scarsità di piogge a livello nazionale e la conseguente mancanza d’acqua può inevitabilmente influenzare la produzione di elettricità da fonti idriche.

Le centrali geotermiche sono invece progettate per far sì che la quantità di calore estratta dal sottosuolo sia costante e si possa rigenerare in poco tempo, in modo da permettere una produzione continua della centrale. Il costo marginale, in questo caso viene considerato pari a zero, in quanto non ci sono oneri legati alla spesa dei combustibili.

Differenza tra mercato libero e mercato tutelato

La liberalizzazione del mercato ha portato alla coopresenza di due tipi di mercato elettrico in italia: il mercato libero e quello tutelato.

Mercato libero

Nel primo, tante compagnie energetiche private, che nel seguito verranno elencate, si contendono l’approvvigionamento di elettricità per le famiglie italiane tramite offerte al ribasso caratterizzate dalla possibilità di decidere il prezzo da far pagare ai consumatori per la parte riguardante il costo della materia prima.

Per tutelare i consumatori, è stato creato dall’ARERA (Autorità dell’Energia e del Gas), un apposito comitato di vigilanza e consulenza, con l’appoggio dell’Antitrust.

Mercato tutelato

Il mercato tutelato invece, si basa su di un prezzo fisso della materia prima, che viene modificato ogni trimestre da ARERA, basandosi sul prezzo dell’energia elettrica sul mercato. Bisogna tener conto che da Luglio 2020, il mercato tutelato non sarà più un’opzione eleggibile dai consumatori, che dovranno avvalersi di una compagnia privata per quanto riguarda il rifornimento della luce.

Questa decisione è stata presa in quanto i vantaggi del mercato libero sono vari: l’abbassamento del prezzo dovuto alla grande competizione tra le entità in gioco, i servizi extra inclusi nella bolletta, come una gestione agevolata delle utenze e allo stesso tempo la possibilità di decidere di rifornirsi solo ed esclusivamente di energia proveniente da fonti rinnovabili, avendo un impatto positivo sull’inquinamento del nostro pianeta.

tariffe energia elettrica

I fattori che influenzano il costo dell’elettricità nella bolletta

Il costo della materia prima, cioè dell’elettricità, conta solo per il 48,4% del totale, secondo i dati di ARERA . La parte restante è coperta da spese di trasporto dell’elettricità, dalle spese di gestione del contatore, gli oneri di sistema, Iva e accise. L’elettricità, una volta prodotta nelle centrali elettriche, deve essere trasportata verso i luoghi di utilizzo.

La rete elettrica, consistente di tralicci, cabine primarie e secondarie, trasformatori, e stazioni di trasformazione (per convertire l’elettricità da alta a bassa tensione), è un bene di fondamentale importanza per il dispacciamento dell’energia elettrica e dev’essere pertanto mantenuto in condizioni tali da poter sempre essere affidabile.

Lo sfruttamento di questa rete e la sua manutenzione ha chiaramente un costo che influisce sul totale della cifra che troviamo in bolletta. Anche l’installazione e la gestione dei contatori che misurano le varie produzioni delle centrali e servono per mantenere stabile l’equilibrio tra domanda e offerta di energia, sono associate a un onere che viene pagato dai consumatori finali.

Gli oneri di sistema rappresentano circa il 20% del costo annuo della bolletta e sono gli stessi per ogni fornitore di energia elettrica. E’ una parte fissa decisa da ARERA, che serve anche come sostegno finanziario allo sviluppo delle energie rinnovabili e alla cogenerazione nel nostro paese. L’IVA è al 10% per usi domestici e al 22% per altri usi. Le accise vengono applicate indirettamente in base al consumo, infatti sono calcolate in euro al kilowattora [€/kWh].

La prima pagina della bolletta elettrica

La prima pagina della bolletta presenta un grafico a torta: la parte in blu, rappresenta il costo della materia prima. In rosso si trovano i costi di trasporto e distribuzione più le spese relative ai contatori. In giallo gli oneri di sistema e in verde le imposte.

Va inoltre sottolineato che la cifra riferita alla componente energia ha una componente fissa, indipendente dal consumo, e una quota variabile, che si paga in base al consumo, ed è l’unica parte variabile della bolletta della luce. Le spese per il trasporto sono stabilite da ARERA ed anche questo valore non cambia da fornitore a fornitore, ma ha una quota fissa e una variabile, dipendente dalla potenza applicata e l’energia consumata.

Le fasce orarie

Come detto, il costo dell’energia sul mercato elettrico cambia in base al momento della giornata, al binomio domanda-offerta, alla disponibilità delle risorse naturali, ecc.

Per questo, i contatori elettronici misurano in quale istante di tempo l’energia passa attraverso l’apparecchiatura. Si suddividono così tre principali fasce orarie di costo sul mercato elettrico:

  1. F1 (ore di punta):  lun-ven dalle 8.00 alle 19.00, escluse festività nazionali.
  2. F2 (ore intermedie):  lun-ven dalle 7.00 alle 8.00 e dalle 19.00 alle 23.00, sabato dalle 7.00 alle 23.00,  escluse festività nazionali.
  3. F3 (ore fuori punta): un-sab dalle 23.00 alle 7.00 e la domenica e i festivi tutta la giornata.

Da questi tre intervalli di tempo, i costi per il consumatore vengono poi calcolati tramite due opzioni, tra cui il cliente finale può tranquillamente scegliere nel mercato libero.

  1. F1 – F23 (opzione bioraria): solitamente utilizzata dagli edifici ad uso residenziale. La fatturazione dei consumi è distinta in due sole fasce, F1 e F23, quest’ultima comprendente di tutte le ore incluse nelle fasce F2 e F3.
  2. F0 (opzione monoraria): nonostante ciò, il cliente può optare per una tariffa monoraria che mantiene il prezzo dell’energia costante durante tutta la settimana. Nel caso il contatore non sia in grado di leggere il momento in cui l’energia viene consumata, questa è l’opzione più facile.

Il prezzo attuale

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Vediamo ora qual è il prezzo dell’energia elettrica in Italia al momento della stesura di questo articolo (22 Maggio 2019).

Ci riferiamo ai consumi di un’utenza domestica media, con una potenza sottoscritta di 3 kW e circa 2700 kWh di consumo annuale.

In generale, questa è la taglia di potenza che viene associata alle abitazioni familiari, ma non è l’unica: 4,5 e 6 kW sono tagli abbastanza comuni in uffici e grossi edifici. Il costo dell’elettricità nel secondo trimestre del 2019 nel mercato tutelato è stato di 0,06634 €/kWh.

Questo è il costo della materia prima deciso dal servizio tutelato. Ma in bolletta, i costi variabili fan sì che il prezzo finale sia fino a 0,1728  €/kWh per la tariffa monoraria, 0,1735 €/kWh per la fascia F1 della tariffa bioraria e 0,1725 €/kWh per le fasce F2 e F3.

Rispetto al precedente trimestre c’è stata una variazione del -1,68% sul prezzo finale in bolletta, ma negli ultimi anni le fluttuazioni del costo dell’elettricità per il consumatore hanno fatto registrare picchi opposti.

Nel mercato libero, invece, il prezzo è solitamente più basso del 10% rispetto al prezzo del mercato tutelato. Bisogna quindi destreggiarsi tra le varie offerte presentate dai fornitori.

Secondo il sito del portale ComparaSemplice.it, in questo momento l’azienda che offre l’elettricità al minor prezzo è Illumia, che con l’offerta “Smart Web”, propone un costo di 0,039 €/kWh, con un risparmio del 41% rispetto alla componente materia prima nel mercato tutelato. Eni, invece presenta l’offerta con il costo più alto, ben 0,086 €/kWh della “Sconto Certo Luce Verde”.

Come risparmiare dunque sulla bolletta dell’energia elettrica?

Per diminuire la spesa in bolletta, bisogna agire sulla parte variabile. Se assumiamo come fisso la potenza necessaria a un’abitazione e l’energia consumata, si può realizzare un confronto basato solamente sulla componente energia, cioè quanto costa ai fornitori produrre una determinata quantità di energia, poiché è su questo che si basa la differenza tra Enel, Eni e vari altri.

Il prezzo della materia prima può essere fisso e non subire le oscillazioni del mercato elettrico o indicizzato e quindi seguire le variazione della borsa. Quest’ultimo viene solitamente consigliato a chi ha delle basi conoscitive del mercato elettrico, poiché permette di risparmiare nel caso il cosiddetto clearing price si abbassi, ma è rischioso quando questo si impenna verso l’alto.

Esistono da alcuni anni dei portali che permettono di comparare le diverse offerte dei fornitori di energia elettrica. Uno dei consigli che si può trovare riguarda la ricezione della bolletta in formato digitale, che assicura un risparmio rispetto al pagamento tramite bollettino e all’invio della bolletta in formato cartaceo.

Altre componenti che possono aiutare a risparmiare sono la differenza tra residenti e non residenti e  la raccomandazione che per cambiare gestore dell’elettricità non bisogna risultare sospesi per morosità.

Altre compagne elettriche italiane che propongono differenti offerte sono:

  • Edison Energia: la più vecchia società nell’ambito energetico. “Edison Luce Prezzo Fisso” mantiene i costi bloccati per due anni, e “Edison World Luce” permette di pagare il prezzo dell’elettricità sul mercato elettrico.
  • Acea Energia: azienda romana molto presente sul territorio. “Acea Viva” promette di rifornirvi di 100% energie rinnovabili. Altre offerte riguardano tariffe a prezzo fisso, indicizzato, monorario e biorario.
  • E.ON Energia: è una multinazionale tedesca che detiene sedi in tre continenti. Ha due opzioni per acquistare energia solo da fonti rinnovabili.
  • Agsm: società veronese che fornisce energia a più di 350.000 utenti. “Agsm Luce Web” si basa su una tariffa monoraria mentre “Premium Web Luce Casa” offre un prezzo indicizzato diviso in due fasce orarie.
  • Sorgenia: è la principale società privata in Italia. Siglando un accordo con loro, si può personalizzare in base al proprio consumo. Comprende un programma di raccolta punti chiamato “Payback” e assicura il rifornimento di energia da un solo impianto ecosostenibile tramite l’offerta “Green Life”.
  • Enel: ha il maggior numero di clienti in Italia, circa 32 milioni. Ha la possibilità di offrire diverse tariffe in base alle preferenze dei propri clienti.

Ci sono almeno altre 10 compagnie che non abbiamo incluso per limitazioni di spazio. È bene citare però Lifegate energyDolomiti energiaab energy e di è nostra, compagnie più piccole che assicurano ai propri clienti di usufruire al 100% di sola energia rinnovabile, perché loro stesse si avvalgono di parchi eolici, solari e di impianti idroelettrici.

I prezzi dell’elettricità in Europa

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Secondo i dati di eurostat, il dipartimento di statistiche dell’Unione Europea, l’Italia si pone al settimo posto per il prezzo più alto dell’elettricità con 0,2067 euro per kilowattora, poco sopra la media europea valutata sui 0,2049 €/kWh.

Danimarca, Germania e Belgio rappresentano il podio, con prezzi veramente alti che arrivano fino 0,3126 €/kWh nel caso del paese scandinavo. In Bulgaria è dove si ha il prezzo dell’energia più basso, 0,0979 €/kWh per il primo semestre del 2018, riguardo al prezzo medio per clienti domestici (ultimi dati disponibili).

Fabio

Autore Fabio

Studente di Ingegneria Energetica presso il Politecnico di Torino. Appassionato di tematiche ambientali, coglie sempre l'occasione per scambiare concetti e idee.

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