Quando si parla di design di qualità anche nel settore dell’illuminotecnica, è fondamentale chiamare in causa l’eccellenza italiana. Il nostro Paese si distingue ancora a livello mondiale da questo punto di vista. L’esistenza di aziende come il gruppo iGuzzini lo dimostra perfettamente. Raccontare la storia di questa azienda italiana significa tornare indietro nel tempo in un periodo straordinario per l’Italia: la fine degli anni ’50.

Il gruppo iGuzzini nasce nel 1958, negli anni del boom economico e dell’affermazione di un’attenzione molto particolare non solo all’eccellenza tecnica, ma anche all’estetica. L’avvio dell’azienda ha visto una focalizzazione particolare sugli apparecchi decorativi.

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Una mission ambiziosa

Parlare della storia di iGuzzini, la prima azienda italiana per fatturato nel settore dell’illuminotecnica, significa anche chiamare in causa la mission del gruppo. Senza dubbio ambiziosa, recita così “Non si tratta soltanto di produrre apparecchi di illuminazione al massimo della qualità, ma anche di studiare, capire e far capire la luce, rendendone migliore l’integrazione con l’architettura. Il nostro impegno nel settore illuminotecnico è a 360 gradi”.

Queste sono le parole dell’ex amministratore delegato Adolfo Guzzini e permettono di aprire una parentesi fondamentale per la storia dell’azienda. Quale, di preciso? Quella della collaborazione con designer di primissimo piano, tra i quali spiccano nomi come quello di Giò Ponti, Richard Rogers, Renzo Piano, Gae Aulenti e Piero Castiglione.

Per ampliare lo sguardo, è necessario prendere in considerazione anche la collaborazione con realtà accademiche di primo piano. Qualche nome? L’università di Harvard, il M.I.T di Boston e il Politecnico di Milano. 

iguzziniLe tappe salienti

Ritorniamo alla storia del gruppo iGuzzini parlando delle tappe successive alla fondazione. Nel 1964 viene disegnato il primo catalogo e si acquistano le macchine destinate alla lavorazione dei metalli. Nel 1973, con la crisi del petrolio, molti dei prodotti dell’azienda escono dal mercato per via dell’aumento dei costi delle materie plastiche. 

Questa tappa essenziale rappresenta un momento di cambio di rotta. Adolfo Guzzini, infatti, propone ai fratelli di concentrarsi sulla produzione di apparecchi illuminotecnici, mettendo in secondo piano il settore dell’arredo. Il 1973 è l’anno della svolta sotto tutti i punti di vista. Il 31 dicembre, infatti, nasce la iGuzzini s.p.a. Nel 1984, invece, arriva la prima filiale estera a Monaco. Nel corso degli anni, le filiali nel mondo hanno superato il numero di 20.

Il 2001, invece, è l’anno dell’inaugurazione del primo magazzino a gestione informatizzata, caratterizzato da più di 9.000 metri quadri di estensione. 

I prodotti e i progetti 

Parlare dei prodotti iGuzzini significa aprire uno dei capitoli più importanti della storia dell’illuminotecnica e del design italiano. Nell’immaginario collettivo sono entrati oggetti come il proiettore Lingotto, un’opera di Renzo Piano risalente al 1988. All’anno successivo, invece, risale l’illuminazione del Louvre. 

Anche gli anni ’90 e i 2000 sono caratterizzati da progetti di grande rilevanza. In primo piano è possibile ricordare l’intervento sul ponte di Mostar in Croazia. Non poteva ovviamente mancare un progetto in Italia. Uno dei più famosi è senza dubbio quello legato all’illuminazione della Galleria Borghese.

A un’altra città splendida è legato un progetto che valorizza il mondo dell’arte. Stiamo parlando dell’illuminazione dei capolavori di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Nella storia dell’azienda iGuzzini e dei progetti connessi all’arte è possibile incluedere anche il concept Conoscere la Forma. In questo caso al centro dell’attenzione non c’è un affresco, ma una riproduzione del satiro danzante di Prassitele, che è stato illuminato con diverse metodologie.

L’obiettivo? Dare spazio all’influenza della luce nella conservazione delle opere d’arte. 

Con la fine degli anni 2000 arriva un altro progetto di grandissimo valore: l’illuminazione di Expo 2015. L’anno dell’esposizione universale, come rivelato da Adolfo Guzzini in diverse interviste, ha coinciso con il ritorno ai livelli pre crisi.

Sempre nel capoluogo meneghino, il gruppo iGuzzini ha curato l’illuminazione a led del Cenacolo vinciano, capolavoro del refettorio di Santa Maria delle Grazie ammirato, in occasione dell’inaugurazione del nuovo sistema di illuminotecnica, anche dall’ex First Lady Michelle Obama.

Innovazione continua

Parlare del gruppo iGuzzini vuol dire anche soffermarsi sull’innovazione continua. Per capire meglio la situazione, è il caso di fare riferimento al fatto che, nel 2015, il 68% dei ricavi è arrivato dagli apparecchi a LED. Come non citare poi gli investimenti in ricerca e sviluppo, da anni in primo piano anche grazie a un team di più di 100 persone dedicate alla ricerca.

Pionieri della Human Centric Lighting, il filone di ricerca che studia gli effetti della luce sull’uomo, i tecnici e i creativi del gruppo iGuzzini sono riusciti a coniugare eccellenza tecnica e bellezza estetica, scrivendo la storia di luoghi d’arte ed eventi.

Questo, come appena ricordato, significa dare spazio anche a luci biodinamiche, che cambiano durante la giornata, venendo incontro alle persone e consentendo loro di vivere momenti di benessere sul luogo di lavoro e non solo.

A proposito di Beatrice Verga