La Cina ha paura dei rifiuti pericolosi

Scritto da 27 dicembre 2017Cronaca Ambientale, News dal Mondo

Spesso al centro di polemiche per via della gestione delle politiche ambientali, la Cina sembra pronta a fare un importante cambio di passo. La notizia in merito risale a circa un mese fa, quando l’agenzia Xinhua ha diffuso una notizia relativa all’intenzione all’Apn (Assemblea Popolare Nazionale, ossia il Parlamento Cinese) di intervenire per risolvere il problema dei rifiuti pericolosi.

Secondo fonti ufficiali diffuse sempre da Xinhua, nel territorio della Repubblica Popolare circa la metà dei rifiuti pericolosi viene gestita dai produttori. Questo processo, nella maggior parte dei casi, non prevede alcuna supervisione.

banner lampadine led eurocali

L’agenzia stampa ha diffuso i pareri di alcuni membri del comitato permamenente dell’Apn, che hanno portato in luce come il problema dei rifiuti pericolosi, senza un adeguato controllo, può diventare una bomba pronta a esplodere in qualsiasi momento.

Poche informazioni sul volume e trattamento dei rifiuti pericolosi in Cina

rifiuti tossici cinesi

Le informazioni diffuse da Xinhua sono senza dubbio preziose. Non solo mettono in primo piano un problema senza dubbio rilevante per un Paese fortemente sviluppato dal punto di vista industriale, ma danno anche spazio al nodo della mancanza di informazioni in merito al volume dei rifiuti pericolosi.

Sempre secondo i parlamentari dell’Apn, sono molti i governi che non hanno sufficienti elementi al proposito e che sono quasi totalmente all’oscuro sia del volume di rifiuti prodotti, sia della loro gestione. Questa situazione è senza dubbio poco utile ai fini dei controlli.

Un altro nodo che è stato portato alla luce dai parlamentari dell’Apn riguarda l’eccessiva clemenza delle sanzioni che vengono comminate a chi trasporta illegalmente rifiuti pericolosi.

Una soluzione presentata per la risoluzione del problema riguarda gli incentivi ai governi locali, che dovrebbero essere incoraggiati ad adottare delle specifiche misure normative relative al trattamento dei rifiuti pericolosi. Secondo quanto dichiarato dal presidente del comitato permanente dell’Apn, la Cina dovrebbe fare sforzi costanti per applicare al meglio la legge relativa all’inquinamento da rifiuti solidi.

Sempe secondo le sue affermazioni, le autorità dovrebbero impegnarsi a fondo per rendere il controllo dei rifiuti solidi una vera priorità nell’ambito generale dei processi di protezione dell’ambiente.

La municipalità di Pechino, una delle più grandi del mondo, si è subito adeguata al nuovo corso. Ha infatti dichiarato che, ora della fine del 2020, verrà posta fine al conferimento in discarica dei rifiuti solidi urbani non trattati.

Secondo i dati della Commissione Urbana di Pechino, la municipalità cinese è in grado di trattare quasi 24.ooo tonnellate di rifuti solidi urbani al giorno. Il volume in questione dovrebbe raggiungere le 30.000 tonnellate ora del 2020.

smaltimento rifiuti tossici in cina

La spazzatura della capitale cinese, fino a poco tempo fa veniva portata in gigantesche discariche senza alcun tipo di trattamento. L’affidamento principale veniva posto negli inceneritori e nella degradazione a opera dei microrganismi.

Le cose, come già specificato, sono in procinto di cambiare in tempi brevi. La municipalità di Pechino, che accoglie circa 21 milioni di abitanti (dati di marzo 2016), ha in progetto la realizzazione di due nuovi inceneritori nei quartieri di Mentogu e Daxing.

Per quanto riguarda la seconda località, l’inceneritore potrebbe entrare in azione in fase di prova già nei prossimi tre mesi. L’obiettivo è quello di arrivare a trattare circa 1000 tonnellate di rifiuti al giorno.

A chi ha espresso preoccupazione in merito al suo impatto ambientale, dai vertici della capitale cinese sono arrivate rassicurazioni sul fatto che le emissioni rispettano gli standard nazionali e locali sulle emissioni.

Questa attenzione accomuna anche l’Europa, dove sono diversi i Paesi pronti a cambiare la normativa relativa alla gestione dei rifiuti speciali. Se si pensa a queste innovazioni in Cina si può storcere inizialmente il naso considerando che la Repubblica Popolare è detta “La fabbrica del mondo”. I propositi oltre al paradosso sono buoni e non rimane che stare a guardare gli sviluppi.

A proposito di Beatrice Verga