Cronaca Ambientale

disastro ambientale alberi tagliati

Negli ultimi 20 anni l’attenzione per i problemi relativi all’ambiente è cresciuta in maniera esponenziale. Questo perché all’interno della società si è diventati sempre più consci delle condizioni critiche in cui versa il pianeta su cui viviamo. La criticità della condizione attuale in cui viviamo è sicuramente influenzata dalle azioni umane, prima tra tutte la produzione di energia per alimentare tutti i processi industriali e domestici che sono parte integrante della nostra quotidianità.

Per dare un primo spunto su questo tema vi illustro un semplice schema che parte dalle azioni antropiche come causa e che provocano disastri ambientali di proporzione incalcolabili; semplificando al massimo la concatenazione causa-effetto tra le varie parti del processo, si può affermare che la produzione di elettricità tramite fonti fossili nel mondo (di cui fanno parte principalmente carbone e petrolio), genera una quantità tale di rifiuti, tra cui principalmente i fumi di scarico delle centrali, che sono in grado di alterare il corretto equilibrio naturale che è il ciclo della vita.

Alcuni esempi di problematiche ambientali causate dall’uomo

Ad esempio la crescente porzione di anidride carbonica presente in atmosfera e derivante dai processi sopra citati, NON è più interamente assorbita dalle foreste e dagli oceani in tutto il globo come avveniva nell’era pre-industriale, ed è perciò in grado di causare uno squilibrio tale da cambiare irreversibilmente il clima che da millenni è presente nel nostro sistema.

cronaca ambientale

Un aumento decisivo delle temperature medie può causare danni enormi come lo scioglimento dei ghiacciai e delle nevi perenni e conseguentemente può far innalzare il livello dei mari, divenendo un rischio per le popolazioni che vivono sulle terre emerse. Sempre legati alla produzione energetica, possono essere affiancati i disastri causati dall’affondamento delle navi petroliere, dello scoppio dei reattori nucleari a fissione, del cedimento strutturale delle miniere di carbone e di gas naturale.

Cosa intendiamo per Cronaca Ambientale?

Cerchiamo ora di capire perché tutti questi fenomeni sono raggruppati sotto la rubrica che prende il nome di cronaca ambientale. Dal dizionario ricaviamo la definizione di cronaca come: “narrazione storica consistente nell’esposizione di avvenimenti, generalmente contemporanei al narratore, secondo una scrupolosa successione cronologica”.

In pratica è la descrizione dettagliata di un avvenimento, avvenuto poco prima della scrittura dell’articolo su quell’argomento da parte di un giornalista. Inoltre l’ambiente non sono solo tutte le piante e gli alberi, ma è piuttosto “un sistema complesso di fattori fisici, chimici e biologici, di elementi viventi e non viventi e di relazioni in cui sono immersi tutti gli organismi che abitano il Pianeta”.

Ecco perché all’interno dell’ambiente bisogna includere componenti, biotiche e abiotiche, come sono l’atmosfera, la litosfera e l’idrosfera (abiotiche) e la biosfera (biotica). Anche noi essere umani facciamo parte dell’ambiente, la componente di cui facciamo parte viene chiamata antroposfera, e siamo la parte dell’ecosistema che più è in grado di cambiare le condizioni dello stesso.

inquinamento dei mari

Ecco perché, oltre a essere stati ed essere tutt’ora, la causa di molti eventi di cronaca ambientale, a volte siamo in grado di porvi rimedio, seppur sempre parzialmente. Proprio per questo motivo, l’interesse verso le questioni ambientali di prim’ordine, è in costante crescita. Per ottenere tutte le informazioni di cui un adulto medio deve avere conoscenza, in questa rubrica verranno descritti gli avvenimenti legati a fatti di cronaca che riguardano ecologia e ambiente: dalle discariche abusive ai processi per inquinamento colposo, dallo smaltimento dell’amianto alla criminalità organizzata, dalle polemiche con gli enti pubblici di monitoraggio allo stato delle bonifiche dei territori più inquinati, si cercherà di fornire sempre una gamma di informazioni base, nel modo più trasparente possibile, da cui il lettore potrà apprendere cosa,come, dove, quando e perché un determinato fatto è successo.

Perchè va difeso l’ambiente

La difesa dell’ambiente è uno dei cardini della parte di società moderna in grado di rendersi conto degli avvenimenti epocali che stanno avvenendo sul pianeta in cui viviamo. Com’è noto, ogni essere vivente interagisce costantemente con l’ambiente in cui vive scambiando con esso materia ed energia, e per questo motivo una qualsiasi sua modificazione induce tutta una serie di ripercussioni sugli organismi viventi, e quindi anche su noi stessi.

Una coscienza ambientale è necessaria per salvaguardare tutto ciò che ancora non è stato distrutto irrimediabilmente. Le molteplici iniziative della scuola in favore dell’ambiente sono un segnale importante, in quanto è sull’educazione dei più giovani che bisogna investire per sperare in un futuro migliore; un antico proverbio indiano recita: “Non ereditiamo la Terra dai nostri avi, la prendiamo in prestito dai nostri figli. Nostro è il dovere di restituirgliela”.

In questo contesto si inserisce benissimo la maggior partecipazione dei giovani studenti alle attività a tema ambientale organizzate dai comuni e dalle nostre regioni. La presa di coscienza delle persone nate negli ultimi 30 anni deriva dalla preoccupazione per il proprio futuro, ma nonostante tutto è grazie a questo cambiamento che si può ancora sperare.

L’educazione ambientale è un processo di riconoscimento di valori e concetti chiarificatori che promuovono nell’essere umano l’acquisizione di capacità, comportamenti e attitudini necessarie a comprendere e apprezzare le relazioni di interdipendenza tra l’uomo, il suo spazio culturale e l’ambiente.

In questo preciso momento storico non è però sufficiente parlare di educazione ambientale; si deve promuoverla e sostenerla. Ecco perché l’esistenza della nostra rubrica in questo ambito. A questo proposito però, ci siamo posti molti interrogativi, tra i quali spiccava il modo in cui bisogna comunicare le notizie e quale fosse la miglior strategia per attrarre il maggior numero di persone, in modo che le notizie avessero un impatto sociale decisamente ampio.

inquinamento e disastri ambientali nel mondo

Gli argomenti di interesse, come delineato nel 1980 dall’IUCN (Unione Internazionale per la conservazione della natura e le risorse naturali), deve convergere in tre principali aspetti: il mantenimento dei sistemi di vita, la preservazione della diversità genetica (estesa agli habitat e le specie, il mantenimento della biodiversità) e l’uso sostenibile delle risorse. Tutto queste tematiche devono essere promosse ogni qualvolta se ne presenta l’occasione, parlando di fatti di attualità.

Introdurrò ora, tre eventi di cronaca che sono stati trattati all’interno del sito, per farvi capire in che modo le informazioni vengono messe a disposizione degli utenti, andando a ricercare tre articoli diversi il più possibile l’uno dall’altro.

Fukushima, 5 anni dopo. Qual è la situazione?

Nel primo articolo che qua propongo, si racconta la storia che ha portato al disastro nucleare di Fukushima, per il quale oltre ai 31 operai che stavano lavorando nella centrale, ancora oggi migliaia di giapponesi stanno pagando le conseguenze. Si analizza in maniera più dettagliata possibile, in relazione alle scelte editoriali, la dinamica degli eventi in ordine strettamente temporale, dal terremoto, al malfunzionamento degli impianti di sicurezza, fino allo tsunami e alle conseguenze relative al lungo periodo. Nonostante il nucleare sia ad oggi un tema molto delicato da trattare, in quanto è indubbiamente la fonte di energia carbon free (cioè che non emette anidride carbonica nel processo di produzione di energia elettrica) più matura e che soddisfa la più alta percentuale di domanda energetica nel mondo, ma ha dei difetti importanti come la sicurezza degli impianti e le scorie radioattive, si è cercato di analizzare il problema solo dal punto di vista dei fatti oggettivi, senza risultare estremisti in alcun verso.

Referendum sulle Trivelle del 17 Aprile: Cosa dobbiamo sapere?

Forse ancor più spinoso è stato raccontare il referendum a cui eravamo chiamati a votare il 17 Aprile 2016: schierarci o meno a favore della chiusura degli impianti di estrazione di idrocarburi in mare alla scadenza delle loro concessioni. In questo caso bisognava risultare il più oggettivi possibile, in modo da non influenzare l’intenzione di voto del lettore con commenti personali, ma solamente mettendolo di fronte ai pro e ai contro che avrebbe portato una decisione piuttosto che un’altra. L’articolo, infatti, inizia proprio con il quesito originale che è stato posto sulla scheda referendaria, per poi esaminarlo e discuterlo, analizzando inoltre le opinioni dei due schieramenti. Alla fine dei conti, anche se il referendum non ha raggiunto il quorum necessario, l’articolo è stato visualizzato da molte persone, che adesso ne sapranno certamente di più sulle trivellazioni nel nostro paese.

Polveri sottili e siccità: Qual è la situazione in Italia?

Lo scorso inverno, il blocco della circolazione per alcune tipologie di autovetture che non rispettavano i limiti delle emissioni nocive imposte dalla legge, fu un grosso problema per molti italiani. Perché veniva impedito agli automobilisti di circolare liberamente se la loro macchina montava un diesel euro 3, piuttosto che un motore a benzina troppo inquinante?

Se lo saranno chiesto in molti, e tramite l’articolo il cui titolo è scritto sopra, alcuni avranno trovato le risposte che cercavano. Questo articolo di cronaca ambientale non doveva soltanto raccontare il perché dello stop ad alcune autovetture, ma doveva instaurare nella mente di chi lo leggeva, le preoccupazioni relative al crescente accumulo di polveri sottili nelle grandi città. Era giusto sfidare la legge e mettersi lo stesso al volante? Era davvero poi così grave la situazione da dover impedire ad una persone di andare al lavoro con il proprio mezzo di trasporto? In molti se lo saranno chiesto, ed attraverso le informazioni che venivano recepite leggendo questo articolo, condito con molti dati scientifici e risultati di analisi accurate, spero che qualcuno, anche mesi dopo, abbia preferito recarsi al lavoro in bicicletta.

Ed ecco gli ultimi articoli del blog relativi a fatti di cronaca ambientale!

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