Lo scaricatore di sovratensione è un dispositivo elettrico questo serve per proteggere gli impianti elettrici e i circuiti da un problema di tensione superiore a quella che può essere supportato.

Cosa sono le sovratensioni? Queste possono essere di diversa origine, quelle elettriche sono generate accidentalmente dall’azienda che distribuisce l’energia, mentre quelle di origine naturale sono causate da picchi di tensione generati da eventi di origine atmosferica ossia dai fulmini.

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In entrambi i casi, una sovratensione può generare un danno alle apparecchiature o all’intero impianto elettrico di una casa, o di un immobile adibito ad attività commerciale, a un’industria e a qualunque edificio dotato di energia elettrica. Inoltre, una sovratensione potrebbe portare anche alla folgorazione di animali o persone che si trovano nelle vicinanze nel momento in cui si genera un aumento improvviso del flusso di energia elettrica.

Proprio per evitare queste problematiche sulle linee elettriche e per proteggerle sono sempre di più coloro che scelgono di affidarsi a un sistema che le argini, ossia all’acquisto di uno scaricatore di alta tensione. 

Le classi di scaricatori di alta tensione per scegliere il migliore

scaricatore di sovratensione

I dispositivi conosciuti con il nome di scaricatori di alta tensione tradizionalmente sono costituiti da due corni che vengono posti a una specifica distanza a seconda della tensione di energia elettrica che si impiega.

Questi due corni permettono di proteggere l’impianto elettrico insieme al sistema centrale che serve per proteggere i circuiti elettrici ed elettronici montati. Tutti questi dispositivi sono progettati con il fine di evitare che una sovratensione di energia elettrica si sviluppi nell’impianto dell’immobile, quindi lo dirotta in un secondo circuito separato dall’impianto e protegge il proprio sistema elettrico. 

Per scegliere quale sia il migliore scaricatore di alta tensione, devi sapere che ci sono tre classi differenti:

La prima classe: questi sono costruiti per riuscire a sopportare le corrente dei fulmini. In questo caso, lo scaricatore dispone di una corrente di prova Iimp che permette di verificare la capacità di scarica.

Questi modelli presentano una forma d’onda che va dai dieci ai trecentocinquanta microsecondi, in questo modo riescono a contrastare l’azione del fulmine. Utilizzando questo sistema si ha la possibilità di scaricare buona parte della corrente del fulmine, per questo motivo si consiglia la sua installazione in tutte quelle località estremamente soggette ad eventi atmosferici di questo genere.

Sistema di classe II: questo dispositivo lavora con una forma d’onda pari a 8/20 microsecondi. Questo scaricatore di alta tensione prevede la verifica sia della corrente massima Imax sia di quella di scarica nominale.

Questo sistema non è consigliato per proteggere il proprio impianto elettrico dalle scariche dirette, ma è possibile impiegarlo nel momento in cui si debbano scaricare le correnti che sono provocate da una parte della corrente di un fulmine oppure da una sovratensione indotta. Questo sistema permette di ridurre il rischio di rovinare il proprio impianto e le componenti di rischio che sussistono nei quadri elettrici.

Sistema di classe tre: infine, gli ultimi sistemi che è possibile prendere in considerazione sono quelli più completi che permettono di garantire sia una forma d’onda pari a 1,2/50 microsecondi sia una da 8/20 microsecondi. Questo sistema funziona sia in caso di corto in un circuito chiuso sia in quelli aperti. Questo è un sistema di protezione ideale per l’impiego insieme agli scaricatori di sovratensione di classe uno e di classe due. Inoltre, la sua installazione è prevista principalmente vicino a specifiche apparecchiature e per proteggere i quadri divisionali in ingresso.

Come scegliere uno scaricatore di sovratensione: i modelli e le tipologie

scaricatori di sovratensione

Oltre alle diverse classi di funzionamento si ha la possibilità di scegliere uno scaricatore di sovratensione in base ai modelli proposti. Questi sono:

Scaricatore di sovratensione a limitazione: questo prevede diodi Zener o varistori, inoltre presenta un’impedenza che decresce in modo graduale nel momento in cui aumenta la tensione all’interno dei capi.

Scaricatori a commutazione: questo sistema prevede diodi controllati o uno spinterometro, il suo funzionamento invece fa sì che nel momento in cui si supera la soglia della tensione limite, all’istante si riduca la loro impedenza e quindi la sovratensione nei capi.

SPD combinati: infine, questi prevede sia gli scaricatori di sovratensione a commutazione sia a limitazione con un collegamento in parallelo o in serie.

Infine, per scegliere accuratamente lo scaricatore di sovratensione si consiglia di affidarsi sempre a marchi conosciuti che offrono dunque prodotti certificati e in grado di funzionare correttamente.

Silvia

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