Il 2017 sarà ricordato come anno molto interessante per quanto riguarda le novità del settore elettrico e i passi fatti in ottica di usabilità. Da ricordare al proposito è la Norma CEI 64-21 a sostegno delle utenze deboli. Vuoi sapere qualcosa di più in merito? Seguici nelle prossime righe!

Norma CEI 64-21: una svolta per l’Italia

Parlare della Norma CEI 64-21 a sostegno delle utenze deboli è molto importante. Citandola, infatti, si chiama in causa quella che è una vera e propria svolta per l’Italia. Per la prima volta, infatti, si può parlare di un’attenzione del legislatore nei confronti dell’impianto elettrico di abitazioni dove risiedono persone in difficoltà fisica, come per esempio anziani o portatori di handicap.

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La Norma CEI 64-21 è il frutto di un progetto di Prosiel, un’associazione senza scopo di lucro che si propone di diffondere consapevolezza e sicurezza in merito al mondo elettrico. Questa innovazione nasce da dati ben precisi. Diverse indagini hanno portato a definire che un alloggio su 10, il che corrisponde a circa 2 milioni di abitazioni italiane, è privo di un impianto elettrico adeguato alle esigenze di soggetti con disabilità.

Norma CEI 64-21

Il presidente di Prosiel, intervistato da diversi media la scorsa estate, ha ricordato che, se per alcuni le applicazioni di domotica sono considerate un vezzo, per chi ha specifiche necessità possono rappresentare una soluzione fondamentale per condurre una vita autonoma.

Come sottolineato sempre dal presidente di Prosiel, con la Norma CEI 64-21 l’Italia fa un grande passo avanti per quel che concerne l’attenzione sociale a fasce di popolazione che hanno bisogno di condurre una vita il più possibile serena.

Cosa dice la nuova norma?

Entriamo ora nello specifico della norma, il cui titolo ufficiale è “Ambienti residenziali – Impianti adeguati all’utilizzo da parte di persone con disabilità o specifiche necessità”. Il testo in questione definisce le prescrizioni da applicare agli impianti elettrici sia di condomini, sia di unità abitative mono o plurifamiliari.

Le indicazioni vanno applicate sia ai nuovi impianti, sia ai rifacimenti e alle piccole modifiche effettuate su impianti già esistenti.

Gli interventi effettuati vengono classificati in 9 categorie. In ognuno di questi casi, vengono individuate delle caratteristiche riguardanti i componenti dell’impianto.

I commenti in merito a questa novità, come già detto, sono solo positivi. Si prende in considerazione soprattutto il fatto che, ormai, abbiamo  che fare con una popolazione sempre più anziana, il che è spesso sinonimo di disagi fisici. La società e i settori produttivi non possono rimanere indifferenti a tutto questo. Per cambiare le cose in maniera decisiva è necessario iniziare dal luogo principale dove la persona sviluppa i suoi affetti e la sua personalità, ossia la casa.

Norma CEI 64-21

Questa norma lo fa entrando nel dettaglio di aspetti molto importanti, come per esempio la sicurezza e, di conseguenza, la citofonia. La norma, in questo caso, prevede una serie di specifiche tecniche che variano a seconda della disabilità di chi abita in un determinato appartamento. Per fare un esempio concreto, è prevista un’altezza compresa tra i 110 e i 130 cm tra il piano di calpestio e l’impianto citofonico.

Inoltre, in caso di difficoltà visive, è prevista la presenza di pittogrammi e parti in rilevo atte a segnalare la presenza del suddetto impianto.

Da ricordare sono anche gli ausili per i sordi, che possono usufruire di segnali luminosi in grado di segnalare l’arrivo di una chiamata.

Basta solo questo esempio per capire come il mondo elettrico e le applicazioni domotiche siano ormai fondamentali per la vita di chi soffre di disabilità e, di conseguenza, ha particolarmente bisogno di vivere un rapporto sereno con l’ambiente circostante, anche grazie alla facilitazione nello svolgimento di compiti apparentemente semplici, come per esempio le risposte al citofono.

A proposito di Beatrice Verga