Data la grande confusione in riferimento alle norme che regolano le chiusure automatiche, sia in ambito civile che industriale, questo è un articolo che può interessare a molte persone.

cancelli automatici

La Normativa per la certificazione delle automazioni è stata creata per dare al cliente finale tutta la tranquillità che merita, sia che questo sia un privato, un amministratore condominiale o un’azienda. Quando parliamo di aperture automatiche si intendono diverse tipologie di cancelli, come ad esempio i portoni basculanti, i portoni sezionali, i portoni a libro, i portoni veloci industriali, le serrande, le porte automatiche, e qualsiasi tipo di barriera o sbarra automatica. E’ utile parlarne perché così si cercano di prevenire eventuali danni a cose o a persone e le eventuali complicazioni civili o penali.

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Cosa dice la normativa sulla messa in sicurezza dei cancelli automatici

Ad esempio, da maggio 2005, è vietato mettere in commercio porte e cancelli industriali, commerciali o per garage senza la regolare marcatura della comunità europea (CE); questa implica conseguentemente che il costruttore si assume la responsabilità che il prodotto sia conforme alle direttive europee.

In base alla direttiva macchine  (2006/42/CE), l’elettricista o il professionista generico che installa una porta, una serranda o un cancello automatico, oppure che motorizza un’apertura già esistente, ha gli stessi obblighi del costruttore, cioè ne acquisisce la qualifica stessa, diventandone responsabile.

L’installatore diventa quindi responsabile delle condizioni di sicurezza del cancello nel suo complesso e non solo per quanto riguarda la parte elettrica, anche e soprattutto in termini legislativi. La direttiva si concentra soprattutto sulla sicurezza della macchina e sulla prevenzione dei principali rischi, come ad esempio:

  • Il cesoiamento o stritolamento di persone tra due parti mobili o una mobile ed una fissa di una macchina automatica.
  • L’intrappolamento di persone nel caso il cancello smettesse di funzionare all’improvviso.
  • Lo schiacciamento di persone che si trovano sulla traiettoria di apertura o chiusura dell’impianto.
  • L’uncinamento nel caso una persona rimanga impigliata in una parte del cancello.
  • Il sollevamento, più raro ma possibile nel caso di aperture per garage ad azione verticale.

La norma suggerisce inoltre all’installatore svariati metodi per evitare i rischi sopraelencati. Ad esempio creando distanze di sicurezza, installando barriere protettive, eliminando parti meccaniche in eccesso o sporgenti che possono risultare pericolose, adottando sistemi automatici per la limitazione delle forze in gioco qualora ci fosse un ostacolo nell’apertura o nella chiusura, segnalando con del nastro o degli appositi cartelli, i rischi che si possono correre.

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L’elettricista installatore deve stare davvero attento durante la fase di messa in opera, perché nell’eventualità che l’apertura automatica da egli installata creasse danni a cose o a persone, sarebbe lui stesso il primo responsabile. E’ stato ritenuto corretto sviluppare la norma in questo modo perché è il professionista che assembla le varie parti della macchina (tra cui il motore, il cancello e i dispositivi di segnalazione) e che quindi deve verificare che sia tutto posizionato in modo corretto.

In qualità di produttore della macchina, l’installatore ha diversi obblighi, elencati nella normativa in 8 punti:

  1. Eseguire la fase di installazione nel modo più accorto possibile, utilizzando solamente parti anch’esse marchiate CE, nel rispetto dei requisiti della UNI EN 12453:2002;
  2. Verificare i parametri di sicurezza del serramento precedentemente installato;
  3. Studiare l’analisi dei rischi, sia secondo le norme UNI che secondo quanto scritto dal produttore dell’automazione;
  4. Redigere e comporre il fascicolo tecnico che ha all’interno tutta la documentazione sui provvedimenti adottati per mettere in sicurezza la macchina;
  5. Sviluppare e sottoscrivere la Dichiarazione di Conformità CE, da rilasciare al cliente finale;
  6. Marciare indelebilmente il prodotto con il timbro CE, attraverso una targa che ne riporta il numero univoco;
  7. Consegnare al cliente il libretto di istruzioni, contenente le istruzioni di utilizzo e di conduzione dell’impianto stesso;
  8. Essere reperibile se e quando il committente dovesse trovarsi in difficoltà con l’apertura automatizzata.

A proposito di Fabio

Studente di Ingegneria Energetica presso il Politecnico di Torino. Appassionato di tematiche ambientali, coglie sempre l’occasione per scambiare concetti e idee.